Economia 10 Novembre Nov 2014 1029 10 novembre 2014

Esselunga, Caprotti sfidato dai figli

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Bernardo Caprotti Nuova puntata per la "Dynasty" Esselunga. Stavolta a passare all'attacco contro l'89 enne Bernardo Caprotti, sono i due figli (su tre), Violetta e Giuseppe. I fratelli avrebbero depositato un ricorso in Cassazione nell'ambito del giudizio di arbitrato sulla proprietà delle azioni del colosso della grande distribuzione. E per l'occasione chiamano il super professore Vincenzo Roppo, quello che aveva battuto la famiglia Berlusconi nel Lodo Mondadori. LA VITTORIA DI CAPROTTI IN APPELLO. L'arbitrato, avviato negli anni scorsi dopo il blitz del 2011 con cui il padre si era intestato le azioni che gli aveva assegnato alla fine degli anni novanta, aveva visto proprio il patron di Esselunga uscirne vincitore in appello. Oltre all'arbitrato, va ricordato, è in corso anche una causa civile. Anche in questa sede il giudizio è stato promosso dai due figli che vogliono vedersi riconosciuti i propri diritti in Tribunale. Molto probabilmente anche in questo ambito seguiranno ricorsi in Appello e in Cassazione. Guardando il tutto con occhio distaccato la battaglia legale in corso su vari fronti potrebbe essere letta come una strategia dei figli per bloccare, o comunque rallentare, eventuali colpi di mano del padre, che più volte, secondo indiscrezioni, avrebbe considerato la dismissione dell'impero a multinazionali della grande distribuzione. ESSELUNGA IN NUMERI. Esselunga è un colosso composto infatti da 140 supermercati tra Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Liguria, che genera ricavi per quasi 7 miliardi l'anno con un utile operativo che viaggia sui 300 milioni di euro (bilancio 2004). Al centro di quest'ultima impugnazione, è stato spiegato da fonti vicine giudiziarie, ci sarebbe una serie di difetti di diritto del lodo, non rilevati dalla Corte d'appello di Milano. I FIGLI PUNTANO TUTTO SUL PROFESSORE ROPPO. L'asso nella manica dei due fratelli Violetta e Giuseppe sarebbe il nuovo esperto entrato nella squadra di difesa: il professor Roppo, quello che negli scorsi anni aveva fatto vincere alla Cir di Carlo De Benedetti la causa sul Lodo Mondadori contro la Fininvest di Silvio Berlusconi, condannata a pagare 560 milioni di euro. Al momento, non è stata ancora fissata un'udienza ma secondo le previsioni potrebbe tenersi addirittura tra tre o quattro anni.

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