Economia 11 Novembre Nov 2014 1205 11 novembre 2014

Immobili: come cambia il catasto in 4 punti

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Via libera alla riforma del Catasto. Serviranno almeno 5 anni per censire oltre 62 mila immobili. La riforma del catasto è pronta a partire. Il primo provvedimento, varato dal Consiglio dei Ministri, deve comunque attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e, soprattutto, i decreti attuativi che ne completeranno l’efficacia. La novità è la riattivazione delle Commissioni censuarie, che dovrebbero portare alla revisione completa dei meccanismi di tassazione degli immobili. Ecco cosa cambia con il decreto. 1. LE COMMISSIONI DEVONO RIVEDERE IL CALCOLO DELLE RENDITE Le nuove commissioni censuarie sono chiamate a rivedere i criteri su cui si baseranno le nuove valutazioni di calcolo delle rendite catastali, e quindi delle tasse sugli immobili, che, nella delega fiscale data dal Parlamento al governo, non dovranno comportare esborsi aggiuntivi per i cittadini. Introdotte nel 1886, le commissioni sono in realtà tuttora esistenti, anche del tutto inefficaci visto che nella maggior parte dei casi non si riuniscono più da quindici anni. Con la riforma prevista dal decreto Renzi, le nuove commissioni locali e quella centrale avranno un anno di tempo per insediarsi: ne faranno parte 25 membri, di cui rappresentanti della Agenzia delle Entrate, degli enti locali, di professionisti, tecnici, docenti qualificati ed esperti di statistica e di econometria, indicati da Ordini e associazioni di categoria. Ogni commissione locale sarà organizzata in tre sezioni, ognuna con sei componenti scelti dal presidente del Tribunale che indicherà anche il presidente della commissione locale: una si occuperà della revisione degli estimi, la seconda dei fabbricati, la terza dei terreni. 2. I QUADRI TARIFFARI SONO RIVISTI SU BASE PROVINCIALE Le 106 commissioni locali organizzate su base provinciale dovranno approvare i quadri tariffari delle unità immobiliari e quelli delle qualità e classi dei terreni, collaborando alle revisioni del catasto urbano e agli algoritmi necessari per le nuove rendite catastali. La commissione centrale giudicherà i ricorsi presentati dall’Agenzia delle Entrate ma anche da Comuni e da associazioni di categoria contro le decisioni delle commissioni locali. 3. LE VALUTAZIONI CATASTALI CAMBIO: I VANI NON CONTANO PIÙ Saranno basate non più sui vani ma sui metri quadri degli immobili.  Il punto di partenza saranno i valori di mercato rilevati dall'Osservatorio del mercato immobiliare - Omi - dell'Agenzia delle Entrate e tenendo conto di posizione e caratteristiche degli immobili. La rendita catastale verrà calcolata con un algoritmo che metterà in relazione i redditi da locazione medi (fonte Omi), tenendo conto della localizzazione e delle caratteristiche edilizie dei beni per destinazione catastale e ambito territoriale. Accanto all'avvio dei lavori per rivedere i metodi di calcolo, su cui ci sarà un apposito decreto, dovrebbe poi arrivare anche la riforma delle zone del catasto in base all'omogeneità edilizia in modo da superare le micro aree attuali, con cui si dovrebbero anche definire le categorie catastali, attualmente 45. 4. IL CENSIMENTO PUÒ DURARE ANCHE 5 ANNI Ma il cambiamento non arrivera subito. Potrebbe richiedere fino a cinque anni il censimento dei circa 62 milioni di immobili italiani, operazione necessaria - come specificato nella delega al Governo - per far emergere le case fantasma ancora sconosciute al fisco.

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