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ATTACCO 14 Novembre Nov 2014 1211 14 novembre 2014

Brunetta scrive all'Ue: «La manovra è un imbroglio»

Il falco forzista scrive a Juncker e Katainen: «L'Italia rischia».

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La manovra targata Renzi-Padoan è un «imbroglio». Renato Brunetta ne è così convinto che l'ha scritto direttamente al presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e al suo vice per il lavoro, la crescita, gli investimenti e la competitività, Jyrki Katainen in vista della valutazione di Bruxelles del 24 novembre.
Per il falco forzista c'è concretamente il rischio che si apra una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia.


Nella missiva - il cui invio è stato sbandierato su Twitter - il capogruppo di Forza Italia alla Camera denuncia come «le misure contenute nella manovra del governo» rallentino «la crescita italiana, invece che stimolarla. E sarà molto ma molto difficile che il nostro Paese rispetti i target del Patto di Stabilità e di Crescita non solo nel 2015, ma anche negli anni successivi».
LO SLITTAMENTO AL 2017. Insomma, secondo Brunetta, il nostro Paese non ha «un margine di sicurezza contro la violazione del tetto del 3% del deficit». L'ex ministro ricorda poi lo slittamento al 2017 del raggiungimento degli obiettivi di medio termine fissato dall'Ue nel 2015. E non nasconde i dubbi sull'efficacia della spending review «che dovrebbe finanziare la maggior parte delle misure».
In caso i tagli e i risparmi non dovessero produrre alcun effetto, continua il presidente dei deputati azzurri, «scatterebbero le clausole di salvaguardia e la pressione fiscale italiana raggiungerebbe il suo massimo storico, anche oltre il 45% del Pil». Senza contare che le riforme non sono ancora state totalmente adottate.
PIL ANCORA IN CALO. Tutto questo in uno scenario preoccupante, visto che secondo l'Istat nel terzo semestre è previsto un calo del Pil dello 0,1% e dello 0,4% rispetto al 2013.
Ma Brunetta non si rivolge solo ai vertici dell'Unione. Nel giorno dello sciopero sociale indetto dai sindacati contro il Jobs act, twitta una sfida al premier: «Caro Matteo Renzi ti sfido! Se il primo gennaio i decreti legislativi del Jobs Act non saranno in vigore, ti dimetti? Gradita risposta».

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