Economia 14 Novembre Nov 2014 1815 14 novembre 2014

Eni, ok a riconversione di Porto Marghera

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Porto Marghera E' stato trovato l'accordo sulla riconversione dello stabilimento Eni di Porto Marghera. Ne danno notizia l'azienda e i sindacati con diversi comunicati. «A Porto Marghera creeremo un polo per la chimica verde con due nuovi impianti produttivi che, grazie a un'innovativa tecnologia, produrranno detergenti e lubrificanti partendo da oli vegetali", annuncia l'amministratore delegato Claudio Descalzi. Il segretario della Uiltec Paolo Pirani sottolinea ci sarà un investimento da 200 milioni con «il mantenimento dei livelli occupazionali». «L'intesa firmata oggi», afferma Descalzi nella nota, «rappresenta un passo fondamentale per il futuro di Porto Marghera e si inquadra nell'impegno di Eni per rilanciare le proprie attività industriali in Italia facendo leva su innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Come fatto a Gela nei giorni scorsi, e ancor prima con la bio raffineria di Porto Marghera e gli impianti bio chimici di Porto Torres, Eni ha valorizzato le competenze e gli asset locali riposizionando le attività industriali su settori di mercato in crescita nell'ambito dell'economia verde, salvaguardando l'occupazione e offrendo nuove opportunità di sviluppo al territorio». PRODOTTI BIO PER LA PERFORAZIONE PETROLIFERA. In particolare l'Eni sarà la prima al mondo «a realizzare prodotti bio per la perforazione petrolifera, che andranno a beneficio anche delle nostre attività upstream". L'accordo di oggi, prosegue Descalzi, «è un'ulteriore conferma della centralità di Porto Marghera all'interno del sistema industriale di Eni e dell'impegno di Eni in Italia, che per noi è il primo paese a livello di investimenti. La prosecuzione della collaborazione tra Eni, istituzioni e parti sociali sarà determinante nella fase di realizzazione del progetto». SALVI 430 POSTI DI LAVORO. Pirani parlando di "accordo storico" sottolinea come sia stato garantito "il mantenimento dei livelli occupazionali (430 risorse), anzi un ampliamento del personale di 50 unità, a fronte del collocamento in mobilità del personale che maturerà requisiti pensionistici per massimo 25 lavoratori". L'investimento di circa 200 milioni di euro «si svilupperà nel nuovo assetto produttivo, con la fermata definitiva dell'impianto Cracking (sarà invece mantenuto l'impianto Aromatici) e nell'ampliamento del polo green di Porto Marghera con la realizzazione di tre nuovi impianti". Per il segretario generale Filctem-Cgil, Emilio Miceli, l'accordo "è importante perché offre una soluzione di prospettiva per un'area industriale abbandonata nel tempo dalle Istituzioni, dall'Eni, dalla politica. Abbiamo ottenuto interessanti impegni industriali e finanziari ed un impegno favorevole per un confronto di merito sulle ricadute del nuovo progetto di Porto Marghera per gli insediamenti chimici dell'area padana che fin qui si sono riferiti attraverso il cracking di Porto Marghera. Siamo soddisfatti dell'esito della vertenza; ovviamente comincia la difficile fase di gestione di un accordo complesso e su cui serve vigilare con grande attenzione e puntualità».

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