Economia 14 Novembre Nov 2014 1945 14 novembre 2014

Fonsai, chiusa indagine su Nagel e Ligresti

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Alberto Nagel e, a destra, Salvatore Ligresti Il pm di Milano Luigi Orsi ha chiuso il filone di indagini su Fonsai nei confronti dell'ad di Mediobanca Alberto Nagel e di Salvatore Ligresti con l'accusa di ostacolo all'attività di vigilanza della Consob in relazione alla vicenda del cosiddetto 'papello'. L'avviso di conclusione dell'inchiesta è stato notificato nel pomeriggio di venerdì 13 novembre. L'avviso di conclusione delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, è stato notificato dalla Gdf di Milano. IL PAPELLO E L'INIZIO DELL'INDAGINE. Il filone di indagine a carico dell'ad di Piazzetta Cuccia e di Ligresti era nato nell'estate del 2012 nell'ambito della più ampia inchiesta del pm Orsi sul gruppo dell'immobiliarista di Paternò. L'inchiesta vede al centro il presunto patto segreto, che sarebbe stato siglato il 17 maggio 2012, nella sede del gruppo Compass tra Nagel e Salvatore Ligresti. LA BUONAUSICTA DA 45 MILIONI. Un'intesa finalizzata, secondo l'accusa, ad assicurare alla famiglia siciliana, responsabile del dissesto del gruppo assicurativo Fonsai, una lauta buonuscita - circa 45 milioni di euro per le quote in Premafin più una serie di benefit per l'ingegnere e i suoi tre figli Paolo, Jonella e Giulia - nell'ambito del piano di salvataggio predisposto da Unipol per Fonsai. Nagel, dopo aver ricevuto un invito a comparire, il primo agosto 2012 si era presentato davanti al pm, presso la sede del Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano, ed era stato interrogato per diverse ore. Come specificato nel capo di imputazione, gli investigatori hanno trovato il cosiddetto 'papello' custodito nella cassaforte dell'avvocato Cristina Rossello, segretaria del patto di Mediobanca. Nel foglio sottoscritto dall'ingegnere siciliano e siglato dall'amministratore delegato di Mediobanca, l'ex patron di Fonsai e i suoi figli elencavano i benefici che avrebbero desiderato fossero loro riconosciuti, in vista della loro uscita dal controllo di Fonsai: 45 milioni per la cessione del 30% di Premafin, il riconoscimento ai tre figli di Ligresti e allo stesso Salvatore di 700 mila euro a testa per cinque anni, nonché incarichi, consulenze, benefit altri vantaggi come le vacanza gratuite al Tanka Village in Sardegna sotto forma di pagamento dell'affitto degli appartamenti all'interno del complesso turistico.

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