Renzi Squinzi 141113194443
CONTI IN TASCA 14 Novembre Nov 2014 0600 14 novembre 2014

Lavoro, a Confindustria il posto è fisso

Nella sede di Roma ci sono 191 assunti. A tempo indeterminato, con tanti benefit e un welfare da favola. Il bilancio? Lo salvano le imprese.

  • ...

Il premier Matteo Renzi e il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.

Intervenendo all'assemblea generale degli industriali di Parma, il 27 ottobre, Giorgio Squinzi è tornato a ribadire il suo sostegno alle scelte del governo in materia di lavoro, facendo eco alle dichiarazioni più volte rilasciate dal premier e che sono alla base di tutto il Jobs act renziano.
«È vero che non c’è più il posto fisso», ha scandito il numero uno di Viale dell'Astronomia, «e una profonda riforma del mercato del lavoro è assolutamente necessaria. Lo Statuto dei lavoratori ha circa 50 anni e il mondo non è più di quello di una volta. Cambia a velocità straordinaria. Dobbiamo pragmaticamente prenderne atto».
CONFINDUSTRIA È PER SEMPRE. Prendendone pragmaticamente atto, nei primi anni di governo Squinzi, l'associazione che rappresenta le imprese italiane, e che vive grazie ai contributi versati dalle stesse, ha aumentato il suo già consistente organico, assumendo a tempo indeterminato (per i quali non vale l'articolo 18, essendo un'associazione di categoria) quasi tutti i suoi dipendenti.
La circostanza emerge dal bilancio 2013 di Confindustria, licenziato dall'assemblea a maggio 2014. Non pubblicato sul sito dell'associazione, ma di cui Lettera43.it ha potuto prendere visione.
SU 251 CONTRATTI, 13 COLLABORAZIONI. Dal 2012 - anno dell'elezione di Squinzi alla presidenza - al 2013, l'organico di Confindustria e delle sue società controllate (la Sipi, la Aedificatio, la Sfc e la Sii) è passato da 242 unità a 251.
Di queste, solo 13 lavorano con contratti di collaborazione, tutte le altre sono state assunte a tempo indeterminato. Gli ultimi due contratti che erano in scadenza, fanno sapere dal quartier generale, sono pronti a essere stabilizzati entro l'anno.
NEL 2013 NOVE NUOVE ASSUNZIONI. «A fine 2013 la struttura si presenta con un organico complessivo di 251 persone», si legge nel bilancio, «con una movimentazione, rispetto al 2012, di 28 uscite e 37 entrate».
Si parla dei soli dipendenti della Confindustria nazionale e delle sue controllate. Poi ci sono le 254 associazioni territoriali e di categoria che hanno i loro bilanci e i loro organici.
TAGLI, MA NON AL PERSONALE. La piccola cura dimagrante cui pure l'associazione si è sottoposta sul fronte delle spese, in seguito alla riforma Pesenti, non ha toccato dunque i costi e la dimensione del personale.
Sul piano delle assunzioni, nell'ultimo anno rendicontato, Confindustria ha adottato una politica espansiva.
Il «rafforzamento della struttura» è avvenuto con «l'inserimento in organico di 31 risorse con un'età media di 33,6 anni», si legge ancora nel bilancio, «di cui tre nuovi direttori d'Area, 21 stabilizzazioni (con l'attivazione di 8 contratti di apprendistato) e l'ingresso di 7 risorse esterne».
UN WELFARE DA FAVOLA. L'uscita di 8 dipendenti, con età media di 55 anni, è stata poi realizzata con «incentivazioni all'esodo» mentre è stata avviata una nuova politica di welfare per i lavoratori, che prevede «strumenti finalizzati a migliorare la qualità della vita dei dipendenti e facilitare la conciliazione tra famiglia e lavoro, con erogazione di borse di studio, permessi retribuiti per ragioni familiari, buoni acquisto per la nascita dei figli e convenzioni per servizi di assistenza familiare».

Quasi 19 milioni spesi per l'organico

Sede di Confindustria.

Ricapitolando: per viale dell'Astronomia, senza considerare le controllate, lavorano 191 persone a tempo indeterminato e 9 collaboratori.
Il costo di questa corposa dotazione organica è stato nel 2013 di 18 milioni 880 mila e 285 euro, 8.248 in più rispetto al 2012.
Per effetto delle stabilizzazioni, invece, la spesa per le consulenze si è ridotta da 2 milioni 95 mila e 35 euro del 2012 a 1 milione 706 mila e 267 del 2013.
LE RETRIBUZIONI? C'È LA PRIVACY. Le retribuzioni dei manager, dei dipendenti, dei responsabili area però non sono rese note in virtù della legge sulla privacy.
L'investimento sulle risorse umane, Il “Progetto straordinario” di riorganizzazione della struttura di Confindustria, deliberato dal consiglio direttivo e dalla giunta e finalizzato a «migliorare le competenze specifiche e assicurare un livello ancora più alto di professionalità e managerialità del personale», è costato alle casse dell'associazione 1 milione 586 mila e 200 euro.
Meno di quanto abbiano assorbito i progetti dedicati alla Confindustria giovani (611 mila e 914 euro), alle reti associative (261 mila e 500) e alla formazione dei giovani imprenditori (60 mila e 750).
PER BENI E SERVIZI 12 MILIONI. Nell'ultimo anno, però, seguendo le linee guida della riforma Pesenti, viale dell'Astronomia ha ridotto le spese per acquisti di beni e servizi, seppur non in maniera radicale.
Le “Prestazioni di servizi”- viaggi e trasferte, canoni di locazione, telecomunicazioni, lavori tipografici, rappresentanza e missioni estere, servizi informatici e veri - sono costate 12 milioni 739 mila e 512 euro, cioè 210 mila e 506 euro in meno rispetto al 2012.
Sugli acquisti di beni, invece, che nel 2013 sono valsi 1 milione 501 mila e 503 euro, sono stati risparmiati 51 mila e 395 euro rispetto al 2012.
La riduzione riguarda soprattutto la pubblicità e le pubblicazioni edite da Confindustria. Aumentata invece, anche se di poco (25 mila euro), la spesa per le agenzie di stampa (da 349 mila e 16 euro del 2012 a 374 mila e 146).

Il bilancio viene salvato dalle imprese

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria.

Il bilancio 2013 si è chiuso con un sostanziale pareggio tra «oneri e proventi» (un equilibrio che viaggia intorno ai 40 milioni di euro), annotano i confindustriali, «seppur in assenza anche per il 2013 dei dividendi de Il Sole 24 ore».
Ma come si finanzia Confindustria? L'associazione vive dei contributi delle aziende che vi si iscrivono e che costituiscono la maggior parte delle sue entrate.
Poi ci sono i proventi finanziari che dovrebbero derivare dagli investimenti fatti e dalle partecipazioni, ma che nel 2013 non hanno dato i frutti sperati. A salvare il bilancio di viale dell'Astronomia sono le imprese.
I TITOLI DI STATO VALGONO 26 MILIONI. Al dicembre 2013, Confindustria aveva 55 milioni di liquidità investita, di cui 26,6 in titoli di Stato.
Il resto così diviso: 6 milioni in prestiti obbligazionari del comparto bancario; 13 milioni in una polizza assicurativa contratta con la Chiara Vita del gruppo Helvetia e della durata di 5 anni; 5 milioni di euro per un certificato di capitalizzazione Bnl investimento sicuro con rimborso garantito del capitale a scadenza e 4,4 milioni di euro da depositi vincolati presso primari istituti bancari (tra cui Mps).
I proventi finanziari però hanno deluso le aspettative economiche di casa Squinzi, registrando un -20% rispetto al 2012, «in conseguenza dell'andamento dei tassi di interesse verificatosi nel corso del 2013», si specifica nel bilancio (il rendimento medio del capitale investito è stato del 3%).
IL PESANTE BUCO DE IL SOLE 24 ORE. L'altro tallone d'Achille è stato poi il giornale di proprietà di viale dell'Astronomia: dal 2008 in poi, l'andamento negativo del gruppo 24 ore in Borsa ha sottratto alle casse dell'associazione non pochi denari.
Il Sole 24 ore ha perso nel 2013 76,2 milioni di euro, molto di più di quanto aveva perso nel 2012, 45,6 milioni. E la «posizione finanziaria netta del gruppo al 31 dicembre è negativa per 48,6 milioni di euro», si legge nel bilancio.
I revisori annotano: «La partecipazione ne Il Sole 24 ore spa è iscritta al costo di 132 milioni 595 mila e 27 euro, che risulta superiore di 78 milioni circa alla quotazione in Borsa al 31 dicembre 2013 e di 50 milioni circa rispetto alla quota di patrimonio netto detenuta».
Confindustria però non svaluta la partecipazione, perché peserebbe notevolmente sul bilancio e perché è sicura della ripresa del valore delle azioni.
«Il valore corrente di carico è stato oggetto di impairment test», spiegano i revisori, «la recuperabilità nel tempo di tale valore dipende dall'implementazione dei piani che al momento sono in corso di attuazione».
NELLE ASSOCIATE 5 MILIONI DI DIPENDENTI. Fortuna che a compensare le mancate soddisfazioni di Borsa e finanza ci ha pensato l'economia reale: le aziende.
Al 31 gennaio 2014, le imprese associate erano 147 mila e 650 (per un totale di 5 milioni 416 mila e 777 dipendenti), solo lo 0,5% in meno rispetto all'anno precedente.
E i contributi associativi hanno raggiunto quota 38 milioni 274 mila e 241 euro nel 2013, solo 54 mila euro in meno rispetto al 2012 (38 milioni 328 mila e 594 euro). Nonostante la crisi, gli imprenditori tengono duro. E tengono a Confindustria.

  • Pezzo corretto alle 12.00 del 14 novembre. L'articolo 18 non vale per i lavoratori delle associazioni di categoria, come erroneamente scritto in precedenza.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso