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DATI 17 Novembre Nov 2014 0647 17 novembre 2014

Crisi, il Giappone torna in recessione

Nel terzo trimestre del 2014 il Pil ha segnato uno -0,4%. Tonfo in Borsa.

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Indici di Borsa a Tokyo.

Il Pil giapponese, contrariamente alle attese degli analisti, è crollato a luglio-settembre cedendo lo 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e l'1,6% su base annualizzata. Lo rende noto l'Ufficio di gabinetto.
Con la deludente performance del Pil, il Giappone ritorna in «recessione tecnica» a seguito della contrazione di due trimestri consecutivi, ma in condizioni peggiori delle più negative stime della vigilia che davano una economia in crescia congiunturale dello 0,2-3% e annualizzata del 2,4-5%. Invece, al -0,4% su aprile-giugno si somma il ribasso dei tre mesi precedenti (da -1,8% a -1,9%), mentre il -1,6% annualizzato segue il -7,3% del secondo trimestre (rivisto da -7,1%).
Il ministro delle Politiche economiche e fiscali Akira Amari ha ammesso che l'impatto dell'Iva, portata dal 5% all'8% ad aprile, «è stato più grande delle attese».
SCENDE LA DOMANDA PRIVATA. La decisione sulla conferma o sul rinvio dell'ulteriore rialzo al 10% «sarà comunicata dil 18 novembre o nei giorni successivi», ha aggiunto.
La domanda privata è scesa dello 0,9% sul trimestre, malgrado un rimbalzo debole dei consumi delle famiglie (+0,3%). Gli investimenti privati sono caduti del 6,7% e quelli delle imprese dello 0,2%, non compensati dal +0,7% della componente pubblica. Il contributo dell'export al Pil è stato positivo: +0,8% le importazioni contro il +1,3% delle esportazioni.
DURO COLPO PER ABE. In ogni caso, si tratta di un duro e inaspettato colpo per il premier Shinzo Abe che, nei resoconti dei media nipponici, dovrebbe annunciare il 18 novembre lo scioglimento della potente Camera Bassa e fissare nuove elezioni politiche generali a dicembre, già il 14.
Il premier dovrebbe annunciare il 18 novembre il rinvio dell'aumento dell'Iva, frutto degli ultimi sviluppi maturati con gli incontri avuti in giornata coi vertici dei Liberaldemocratici, il suo partito, e quelli dell'alleato New Komeito.
FUORI DALLA RECESSIONE NEL 2012. Il Giappone era uscito dalla recessione negli ultimi mesi del 2012, poco prima dell'arrivo al potere di Abe che lanciò la «sua» ricetta per rafforzare l'economia, basata sulle tre frecce (politica monetaria espansiva, stimoli fiscali e riforme strutturali) della Abenomics. L'inizio è stato incoraggiante grazie alla crescita dell'1,5% del 2013, sostenuta dal maxi allentamento qualitativo e qualitativo (Qqe) deciso ad aprile 2013 dalla Bank of Japan che, di fronte agli affanni dell'economia, ha varato un allentamento addizionale a fine ottobre.
I margini di manovra sembrano adesso essere minimi: dopo le mosse della BoJ, i pacchetti di stimoli all'economia del governo devono fare i conti con un debito pubblico oltre il 200% del Pil. Lo stesso rialzo dell'Iva al 10% era al servizio delle risorse di riordino delle spese del welfare e del social securty.
TONFO IN BORSA. La Borsa di Tokyo ha segnato un crollo vicino al 3% pesando sui listini europei e Usa, mentre lo yen, prima ai nuovi minimi del 2007 con il dollaro a 117, recupera in seguito a quota 116.

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