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FACCIAMOCI SENTIRE 17 Novembre Nov 2014 1247 17 novembre 2014

Il fallimento è generazionale, non solo della politica

Calcio, sindacati, toghe, Chiesa e l'intera classe dirigente. Saremo maledetti dai nostri figli e nipoti. Ognuno si prenda le proprie responsabilità.

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Giovani in cerca di lavoro.

A ottobre 2013 fui invitato a partecipare a Ballarò su RaiTre.
Al tempo il conduttore era Giovanni Floris. Entrai in studio senza neanche sapere l’argomento che sarebbe stato trattato e senza naturalmente aver condiviso niente con il conduttore e con il suo staff su quale avrebbe dovuto essere il mio contributo.
Praticamente ero l’unico rappresentante del “privato”, in quanto tutti gli altri ospiti presenti avevano a che fare con il pubblico: Giuliano Pisapia sindaco di Milano, il ministro Graziano Delrio, l’ex ministro Mara Carfagna, un rappresentante della Lega Nord, due professoresse universitarie.
Non annoierò il lettore entrando nel merito della trasmissione. Mi limito a dire che cercai di osservare attentamente lo svolgersi del dibattito tra gli altri ospiti e quando il conduttore mi diede la parola dissi che mi aveva probabilmente invitato come rappresentante di una generazione di classe dirigente che aveva fallito.
LASCIAMO UN'ITALIA PEGGIORE. Tale fallimento era a mio avviso confermato dalla situazione del Paese e soprattutto dalla considerazione che dopo tantissimo tempo lasciavamo alla generazione successiva una situazione peggiore di quella che avevamo trovato.
Parlai di classe dirigente, non solo di classe politica. Aggiunsi anche che la mia generazione «se non sarà maledetta dai propri figli lo sarà certamente dai propri nipoti».
Il giorno successivo ricevetti delle congratulazioni per questa assunzione di responsabilità, ma anche molte critiche da parte della classe dirigente “non politica” che naturalmente sosteneva che tutte le responsabilità dovessero essere per definizione addebitate alla politica.
TAVECCHIO PLURI SQUALIFICATO. Io invece resto della mia opinione. Lungi da me l’idea di salvare una classe politica vecchia, inadeguata e che spesso ha guardato e guarda solo al tornaconto personale o a quello del gruppo di appartenenza anziché privilegiare i superiori interessi del Paese. Di questo leggiamo tutti i giorni.
E il resto? È colpa della politica se la Figc è rappresentata a livello internazionale da Carlo Tavecchio, una persona squalificata sia dall’Uefa sia dalla Fifa?
BONANNI RICOPERTO D'ORO. È solo colpa della politica se l’ex segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, come riportano i giornali, nel 2011 ha guadagnato 336 mila e 260 euro e poi avrebbe dovuto fare anche il capo del centro studi della stessa organizzazione (immagino non gratis)?
Certo la legge 564/96 che, in buona sostanza, consente a un sindacalista il calcolo della propria pensione sulla base dell’ultimo stipendio percepito (quindi anche per un solo mese) l’ha fatta la politica.
Ed è grave che Tiziano Treu, l’ex ministro del Lavoro che l’ha approvata a suo tempo, sia oggi presidente dell’Inps.
Ma la trasparenza che manca nei sindacati non si può addebitare alla politica.
CHI COSTRUISCE ABUSIVAMENTE? In questo periodo il nostro territorio è (purtroppo) devastato dal maltempo. Ancora una volta, al di là delle responsabilità politiche, vogliamo parlare di chi ha costruito abusivamente, magari investendo i soldi delle tasse non pagate? Vogliamo parlare di coloro che si lamentano del cattivo funzionamento di ospedali, scuole e servizi pubblici avendo investito i soldi delle tasse non pagate in macchine costosissime e non solo? Oppure questi atteggiamenti li assolviamo in blocco?
LA GIUSTIZIA? CHIEDETE AI MAGISTRATI. In Italia la giustizia non funziona, ma le colpe di alcuni magistrati sono evidenti. Vogliamo chiederlo a Scaglia, Rossetti e agli altri manager di Fastweb che si sono fatti almeno un anno di galera innocenti?
L’Expo 2015 doveva essere una straordinaria occasione per il rilancio del nostro Paese, per la sua immagine e per la sua economia.
Si poteva pensare che Confindustria, forte della sua competenza, esperienza e anche per gli interessi da salvaguardare avrebbe fatto il “cane da guardia” su questa opera. Sappiamo invece tutti com’è andata.
Nel frattempo però la stampa è stata molto “attenta”. Nel senso che ogni volta che hanno arrestato qualcuno ne hanno fatto un titolo in prima pagina... Provate poi a parlare della loro Casta. Sorriderei se non ci fosse invece da piangere.
NON SI SALVA NEMMENO LA CHIESA. Purtroppo in questa generazione di classe dirigente non si salva neanche la Chiesa che però con l’attuale papa sta almeno trovando uno scatto d’orgoglio per un grande rinnovamento.
Potrei continuare in quanto non ci sono categorie esenti da colpe. Ci potranno essere splendidi esempi individuali, ma la classe dirigente di questo Paese ha bisogno prima di tutto di una forte assunzione di responsabilità collettiva, poi di un profondo rinnovamento anche per tagliare legami incestuosi legati alla economia del baratto o relazionale che l’ha contraddistinta.
Ho letto un'intervista lunga una pagina di un noto imprenditore sul Corriere della sera. Dipendesse da lui si proclamerebbe santo, se fossi al suo posto qualche peccato (non veniale) lo avrei confessato.
CHE VALORI ABBIAMO TRASMESSO? La classe dirigente ha una grande responsabilità nei confronti delle nuove generazioni. Anche da un punto di vista culturale e di valori trasmessi.
Oggi non possiamo stupirci che l’italiano più seguito su Twitter sia Balotelli e che Maradona rimanga una sorta di mito tanto da essere anche invitato alla “partita della pace” perché un atleta deve essere di esempio dentro e fuori dal campo. La politica ha certamente le sue colpe. Ma è bene che ognuno si prenda le proprie.

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