Economia 17 Novembre Nov 2014 1306 17 novembre 2014

Nasce <em>Periferie</em>, il magazine di Renzo Piano

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Renzo Piano Nasce il magazine Periferie. Da un’idea dell'architetto Renzo Piano la rivista verrà pubblicata con cadenza quadrimestrale e intende occuparsi di tutte le tematiche architettoniche, sociali, economiche e culturali che riguardano la città del futuro. Periferie, dunque, come prospettiva e metafora, lente di osservazione e chiave d’interpretazione della trasformazione della società italiana e internazionale. Il magazine è diretto dal figlio Carlo Piano e da Walter Mariotti, su progetto grafico di Luca Ballarini e fotografia di Claudio Morelli, Periferie è ideato dal workshop Rane di Milano. GRUPPO DI LAVORO G124. Il magazine sarà consultabile a partire dal 27 novembre anche su renzopianog124.com. Da quando è stato nominato senatore a vita il 30 agosto 2013 – spiega una nota – Piano ha deciso di devolvere il suo stipendio da parlamentare a un gruppo di sei giovani architetti (selezionati attraverso un bando anonimo in rete) che hanno lavorato sul ‘rammendo’ delle periferie italiane. Nell’ultimo anno il gruppo di lavoro G124 (il nome deriva dal numero della stanza dove si trova l’ufficio di Piano, a Palazzo Giustiniani) ha studiato tre interventi di riqualificazione nelle città di Torino, Roma e Catania. INTRODUZIONE DEL PRESIDENTE NAPOLITANO L’introduzione di Periferie è stata scritta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che spiega perché, tornando alle origini della Costituzione, ha scelto di nominare senatore a vita Piano. Il presidente del Senato Pietro Grasso, invece, racconta della sua visita nella bottega del G124, che gli ha ricordato quelle dei maestri rinascimentali. Ma nel primo numero del magazine ci sono anche i contributi di molti esponenti di spicco della cultura italiana, che hanno partecipato al tavolo di lavoro durante tutto l’anno: dagli intellettuali Gianfranco Dioguardi, Fulvio Irace, Franco Lorenzoni, Andrea Segré, Mario Abis, Paolo Crepet, ai giornalisti Francesco Merlo, Armando Massarenti, Stefano Bucci, Gian Antonio Stella, agli architetti Mario Cucinella, Marco Ermentini, Ottavio Di Blasi, Massimo Alvisi all’ingegnere Maurizio Milan. Inoltre, Periferie propone le analisi di Igor Staglianò, sulla grande tradizione della periferia nella storia del cinema italiano, e quelle di Paolo Bricco che fa il punto sulla ricaduta economica e occupazionale dell’idea di rammendo urbano. LE ESPERIENZE DI CATANIA, TORINO E ROMA. Tre ampi capitoli sono dedicati agli interventi di rammendo realizzati a Torino, Roma e Catania dove i sei giovani architetti hanno lavorato a stretto contatto con le associazioni locali, le parrocchie, le scuole e gli abitanti che desiderano riappropriarsi dei loro quartieri. Infine la rivista pubblica stralci dei temi di maturità svolti dagli studenti sulla frase di Renzo Piano: “Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. È fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie…” – tutto pare, quasi drammaticamente, di estrema attualità.

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