Economia 17 Novembre Nov 2014 1053 17 novembre 2014

Uber punta a 10 miliardi di ricavi

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Uber come Facebook, ma in metà tempo. L'applicazione per smartphone che fornisce auto con conducente, dopo soli cinque anni dal lancio punta a sfondare quota 10 miliardi di ricavi entro il 2015. Un tetto che dovrebbe raggiungere anche Facebook, che però si appresta a compiere 10 anni. Il paragone sui numeri può divertire gli analisti e gli appassionati di statistiche, in realtà non bisogna dimenticare che i due modelli di business sono completamente diversi: i ricavi del social network arrivano dalla pubblicità, mentre quelli di Uber dalla vendita di servizi. Inoltre quest'ultimo ha una serie di vertenze legali aperte in diversi paesi a causa della diatriba con i tassisti che condannano Uber di concorrenza sleale. IPOTESI BORSA Nulla toglie, però, che si tratta di cifre da capogiro. Al punto che la start up potrebbe sbarcare in Borsa entro un paio d'anni con una valutazione di oltre 50 miliardi di dollari. Non male per un'applicazione che dal giorno del lancio ha attirato le ire dei tassisti di tutto il mondo. ACCORDO CON SPOTIFY. E'stato siglato un accordo tra Uber e Spotify che entrerà in vigore il prossimo 21 novembre in 10 città in quattro continenti. La partnership consentirà agli abbonati Spotify, che pagano l’abbonamento premium di 10 dollari al mese, di scegliere le loro musica e di ascoltarla durante i viaggi su auto Uber. L’accordo unisce due delle società della Silicon Valley che hanno lavorato più ardentemente per la loro crescita. Spotify nel 2011 si è alleata con Facebook, mentre Uber ha stretto una serie di partnership, da Starbucks alla National Football League, per affermarsi davanti a un maggior pubblico. INCASSO DA 10 MILIARDI Il modello di business di Uber prevede che la società trattenga il 20% di ogni transazione attraverso la propria app: se quindi l'anno i ricavi arrivassero davvero a 10 miliardi, per il gruppo i margini sarebbero di 2 miliardi. Una cifra che, però, potrebbe non bastare a portare in utile l'ormai ex star up: Uber, infatti, spende e investe decine di milioni in marketing per attrarre nuovi clienti e nuovi autisti. Da un lato offrendo corse gratuite ai nuovi clienti, dall'altro garantendo assistenza e rimborsi agli autisti che subiscono contravvenzioni: soprattutto nei paesi come l'Italia dove la normativa non è chiara. In ogni caso la sua crescita nei prossimi due anni sembra incontrastata, con ricavi che dovrebbero salire del 300% sia quest'anno sia nel 2015.

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