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ATTESA 19 Novembre Nov 2014 2000 19 novembre 2014

Legge di Stabilità, fonti: da Ue apertura di credito

Da Bruxelles anticipazioni sul giudizio della Commissione: debito alto ma si valutano le riforme.

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La sede della Commissione europea.

Il giudizio finale sulla legge di Stabilità di Bruxelles dovrebbe arrivare solo il 24 novembre, al termine della riunione straordinaria del collegio dei commissari, ma nella discussione settimanale che i commissari hanno tenuto in giornata è emersa quella che fonti europee hanno definito come «una apertura di credito» nei confronti dell'Italia. «Il tema del debito troppo alto c'è», hanno riferito le fonti, ma la Commissione «al momento è orientata in senso positivo, in attesa di valutare l'impatto delle riforme».
GIUDIZIO ATTESO PER IL 24. A lavorare nel dettaglio sul documento di valutazione dei bilanci dell'Eurozona saranno i capi di gabinetto dei 28 commissari. La valutazione politica e la validazione finale sarà il 24 data dai commissari, che avranno sul tavolo anche l'Annual growth survey (l'analisi sullo stato della crescita che fa da base alle politiche della Commissione) e il piano di investimenti che Jean-Claude Juncker dovrebbe «presentare ufficialmente» alla plenaria del parlamento europeo a Strasburgo. Nella valutazione tecnica del fine settimana, il focus - a quanto si è appreso- sarà concentrato su sei casi. Oltre a Francia e Italia, anche il Belgio sarà nel mirino. E la decisione finale sui singoli dipenderà anche dall'equilibrio tra promozioni e richiami che i commissari riusciranno a trovare.
DECISIONE SOLO POLITICA. La decisione sarà quindi tutta politica, come già avevano rilevato i tecnici all'indomani delle previsioni economiche. Perché sulla carta, nonostante l'Italia abbia concordato con Bruxelles uno sforzo strutturale maggiore (0,3% invece dello 0,1% inserito inizialmente nella manovra), la correzione resta comunque inadeguata. In base alle regole del Two-Pack, infatti, il debito molto elevato obbligherebbe l'Italia a una correzione di almeno 0,5%, per rispettare la 'regola del debito' che scatta nel 2016, ma che impone già nei tre anni precedenti una discesa costante della mole accumulata. La Commissione ha già chiuso un occhio una volta: per il 2014 l'Italia non ha abbattuto il debito come richiesto, ha ignorato lo 0,7% di aggiustamento strutturale raccomandato, eppure Bruxelles non ha chiesto manovre di fine anno. Questo perché, dopo le previsioni economiche di inizio novembre, ha riconosciuto le 'circostanze eccezionali' invocate dal governo e ha applicato un 'waver', cioè una sorta di moratoria che in caso di recessione consente di sospendere il taglio del deficit strutturale. La Commissione dovrà ora dire se la sospensione degli sforzi si applica anche nel 2015 e se quindi l'Italia può continuare a deviare dagli obiettivi di bilancio, rinviando il pareggio e il rispetto della regola del debito, magari aspettando di vedere gli effetti delle riforme.

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