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LAVORO 19 Novembre Nov 2014 1121 19 novembre 2014

Sciopero generale, sì di Cgil e Uil: no della Cisl

Il ministro Poletti diserta il congresso Uil. E viene contestato. La Cisl non si unisce alla manifestazione del 12 dicembre. Ma conferma la protesta contro la Pa.

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Giuliano Poletti, ministro del Lavoro.

Solo Cgil e Uil. Lo sciopero generale proclamato per il 12 dicembre non vede la partecipazione della Cisl.
È questo l'esito dell'incontro tra i leader sindacali. La terza sigla ha confermato il solo «sciopero unitario» del pubblico impiego il primo dicembre.
Intanto è polemica tra governo e sindacati per la decisione del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, di non intervenire al congresso Uil (come era previsto) alla luce del «mutato contesto», lo sciopero appunto. L'annuncio del ministro è stato accolto dai fischi della platea.
«NON CI SONO MOTIVAZIONI PER LO SCIOPERO». Secco il commento di Poletti: «Rispetto ai temi della legge di stabilità e del Jobs act, ritengo che non ci siano le motivazioni per una decisione così importante, come lo sciopero generale».
BOTTA E RISPOSTA CON BARBAGALLO. «Ho l'impressione che in questo governo non ci sia nessun ministro che abbia libertà di parlare», ha commentato il segretario generale in pectore della Uil, Carmelo Barbagallo, «così si nega un confronto, anche se duro».
Pronta la replica di Poletti: «Questa mattina ero presente» al congresso della Uil «perché invitato e per rispetto verso una importante organizzazione dei lavoratori. Mi aspetterei analogo rispetto e garbo dai suoi massimi dirigenti».

Furlan: «Mai preso in considerazione lo sciopero»

Da sinistra: il segretario in pectore della Uil Carmelo Barbagallo, la leader della Cisl Annamaria Furlan e quella della Cgil Susanna Camusso.

Ma la polemica è anche all'interno del mondo sindacale. «Noi non ci siamo sfilati, non abbiamo mai valutato di dichiarare lo sciopero generale», ha commentato il leader della Cisl, Annamaria Furlan, che in un'intervista pubblicata da La Repubblica il 19 novembre anticipava la decisione sostenendo che non avesse senso fermare il Paese e che il Jobs act stesse cambiando in positivo e potesse ancora essere migliorato.
«Confermiamo lo sciopero unitario del pubblico impiego, che sarà deciso dalle categorie». Furlan ha poi annunciato una riunione dell'esecutivo nazionale del sindacato «la Cisl deciderà le sue forme di mobilitazione».
CAMUSSO: «AMPIA CONVERGENZA CON LA UIL». Non ha dubbi sull'opportunità dello sciopero generale, invece, Susanna Camusso: «Sui temi della legge di stabilità, del Jobs act» con la Uil «abbiamo registrato un importante convergenza e abbiamo convenuto di fare uno sciopero generale in una giornata con manifestazioni territoriali il 12 dicembre, avendo fatto verifiche sulla data», ha detto il segretario della Cgil.
Sulla Cisl, Camusso si è limitata a dire: «Ha detto che delega la sua categoria del pubblico impiego a discutere con le altre. Seguiamo ovviamente con attenzione ma per noi lo sciopero generale è lo sciopero di tutte le categorie».
La Cgil ha scelto di combattere: «Ci rassegniamo e aspettiamo? Non è la scelta che un sindacato può fare perché significherebbe essere parte del problema, noi invece siamo parte della soluzione», ha concluso Camusso.

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