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PROTESTA 21 Novembre Nov 2014 1609 21 novembre 2014

Canone Rai in bolletta, no del Codacons

Il presidente Rienzi: «Sarebbe una barbarie». Il Tesoro studia modifiche. Ipotesi importo di 60 euro.

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Carlo Rienzi, presidente del Codacons.

Netta bocciatura del Codacons all'idea di legare il canone Rai alla bolletta elettrica, misura che sarebbe in fase di studio da parte del governo Renzi. «Si tratta di una barbarie nei confronti degli utenti e siamo pronti a impugnare qualsiasi provvedimento in tal senso» - ha affermato il presidente Carlo Rienzi - «la legge afferma che tale imposta è dovuta da chi possiede un apparecchio adibito alla ricezione di radioaudizioni televisive, ma imporre al cittadino l'onere di dimostrare di non avere tali strumenti nella propria abitazione, pena l'addebito diretto in bolletta, appare un atto abnorme che finirà per complicare la vita ai cittadini».
«IL GOVERNO SI CONCENTRI SU CANONE SPECIALE». «Invece di ricorrere a misure che sembrano un diktat», ha concluso ancora Rienzi, «farebbe meglio il governo a concentrare la propria attenzione sul canone speciale, quello cioè a carico di uffici, esercizi commerciali, alberghi, sedi di partito, circoli, associazioni, studi professionali e istituti religiosi, per il quale si registra una elevatissima evasione».
PROTESTE A TUTTO CAMPO. La norma non c'è ancora, per il momento è stata solo annunciata, eppure la protesta è già partita. Oltre al Codacons, sono insorte le compagnie energetiche, i centristi e la Lega Nord. E il presidente dell'Autorità per l'Energia, Guido Bortoni, ha avanzato forti perplessità dal punto di vista tecnico: «È una modalità impropria di riscossione è di difficile applicazione. La bolletta della luce è già composta da una serie di voci che sono al di fuori del prezzo dell'energia. Si rischia di creare ulteriore difficoltà nella comprensione della bolletta».
TESORO AL LAVORO SULLE MODIFICHE. Il governo è consapevole che la materia è delicata: per questo il Tesoro sta rivedendo l'articolato, con l'obiettivo di inserirlo in un emendamento alla legge di Stabilità da presentare al Senato. Da stabilire, ad esempio, se il canone sarà rateizzato nelle bollette bimestrali della luce o se arriverà con un bollettino distinto annuale a tutti i titolari di un'utenza. È assodato, invece, che a pagare saranno non solo i possessori dell'apparecchio televisivo, come accade ora, ma anche degli altri device, come tablet e smartphone (un particolare che verrà specificato in un decreto ministeriale dopo il via libera alla riforma).
LARGA FASCIA DI ESENZIONE. Il governo sa bene che il canone è la tassa più odiata dagli italiani ed è consapevole che farla pagare a tutti potrebbe costare in termini di popolarità. Per questo punta a creare una larga fascia di esenzione e a ridurre notevolmente l'importo rispetto agli attuali 113,50 euro. La cifra media sulla quale si sta ragionando è 60 euro. Chi è sotto la soglia Isee di 7.500 euro potrebbe non pagare nulla o una cifra ridotta, gli altri invece pagare un importo tra i 60 e gli 80 euro. Il ministero dello Sviluppo Economico ha svolto una simulazione, basata sugli ultimi dati dell'European Broadcasting Union, secondo cui pagando 60 euro il canone sarebbe tra i più bassi d'Europa.
CANONE IN BOLLETTA ANCHE IN TURCHIA E ALBANIA. Con il pagamento legato alla bolletta elettrica, un sistema già utilizzato in Albania, Portogallo, Romania e Turchia, si punta a ridurre notevolmente l'attuale alta evasione. Il progetto sta provocando fibrillazioni anche nella maggioranza di governo. La capogruppo del Nuovo centro destra alla Camera, Nunzia De Girolamo, ha detto che l'introduzione del canone Rai nella bolletta della luce «è un'assurdità e ci opporremo con forza». Mentre Matteo Salvini della Lega Nord ha detto che «costringere gli italiani a pagare anche se non hanno la tv in casa è una vergogna assoluta. Faremo ricorso ovunque, anche in Europa».

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