Economia 21 Novembre Nov 2014 1701 21 novembre 2014

Lavoro, gli stipendi battono l'inflazione

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Gli stipendi a ottobre sono cresciuti più dei prezzi Gli stipendi crescono più dell'inflazione. A ottobre l'Istat ha rilevato un aumento delle retribuzioni dello 0,1% rispetto a settembre e dell'1% sullo stesso periodo dello scorso anno. Al contrario, a ottobre la dinamica dei prezzi è rimasta praticamente invariata con un incremento dell'0,1% sia sua base mensile che annua. Nei primi 10 mesi, la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,2% rispetto al corrispondente periodo del 2013 e rispetto all'inflazione acquisita ferma allo 0,3%. Insomma per un certo verso la dinamica dovrebbe favorire la ripresa dei consumi che, invece, rimangono zavorrati dalla bassa fiducia. MACROSETTORI, INCREMENTO +1,3%. Nel dettaglio, facendo riferimento ai principali macrosettori, a ottobre le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell'1,3% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a ottobre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (3,5%), estrazione minerali (3,2%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,0%). Si registrano  variazioni nulle nel settore del commercio e in tutti i comparti della pubblica amministrazione. RINNOVO DEI CONTRATTI. Alla fine di ottobre la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 56,4% (nel settore privato sono il 43,7%). L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 35,1 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 19,7 mesi per quelli del settore privato. In particolare si tratta di 39 contratti in attesa di rinnovo (di cui 15 appartenenti alla pubblica amministrazione) relativi a circa 7,3 milioni di dipendenti di cui circa 2,9 milioni nel pubblico impiego.

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