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ECONOMIA 21 Novembre Nov 2014 2040 21 novembre 2014

Padoan scrive alla Ue: «Programma riforme ambizioso»

Lettera alla Commissione (pdf). Ncd contro le social card agli immigrati.

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Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha inviato all'Ue una lettera ufficiale (leggi il pdf), nella quale ha confermato il percorso delle riforme.
Come ha reso noto il Tesoro, la missiva è indirizzata al Commissario Pierre Moscovici e al vicepresidente Valdis Dombrovskis.
«PROGRAMMA AMBIZIOSO». Il programma di riforme avviate dall'Italia è «ambizioso e di ampio respiro volto a dare al Paese l'assetto istituzionale, le regole e gli incentivi più appropriati per stimolare la crescita, la competitività e l'occupazione», ha scritto Padoan.
La sostenibilità delle finanze pubbliche è «pilastro».
L'aumento del rapporto tra debito e Pil «non è dovuto a una politica fiscale allentata» ma «riflette i contributi per la stabilità finanziaria della zona euro, la liquidazione degli arretrati della Pa e la crescita negativa».
IMPEGNO A PRIVATIZZARE. Il ministro ha ribadito «l'impegno del governo italiano per il suo ambizioso programma di privatizzazione delle imprese e delle attività statali».
I proventi dovrebbero ammontare al 0,7 per cento del Pil (2015-2017) in media e di essere interamente destinati alla riduzione del debito.
OK A PENSIONI CON JOBS ACT. Il Jobs Act punta ad aumentare l'occupazione.
Lo ha ricordato Padoan, spiegando che questo influirà anche sulla «sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico, che è già uno dei più solidi grazie alla riforme del passato».
Mentre per il 2015 il ministro ha sottolineato come «le prospettive indicano una ripresa molto timida e fragile».
DEBITO ITALIANO SOSTENIBILE. «Il debito italiano è più sostenibile rispetto a quello della maggior parte dei paesi dell'Unione europea», ha ribadito Padoan all'Ue.
Il ministro ha ricordato ad esempio che i problemi legati all'invecchiamento della popolazione «sono stati compensati da profonde riforme pensionistiche introdotte negli ultimi anni e dalla stretta sulle spese sanitarie».
FIDUCIA SU APPOGGIO UE. Il ministro italiano ha ribadito la sua fiducia nel fatto che «lo sforzo senza precedenti dell'Italia nel programma di riforme avrà chiaro appoggio dalle istituzioni europee».
E se da una parte le aspettative per l'Italia sono buone, dall'altra è presto per trarre conclusioni: il giudizio non è ancora nero su bianco e lo scontro tra 'falchi' e 'colombe' è tuttora aperto, come dimostrano gli editoriali del commissario tedesco Gunter Oettingerin cui accusa la Francia di lassismo sulle riforme.
NODO FRANCIA. Il problema non è l'Italia, che ha difficoltà ad abbattere il debito ma sta accelerando sulle riforme per far tornare la crescita già dal 2015, con effetti di riduzione anche sul debito pubblico.
Il problema è la Francia, a cui la Commissione dovrebbe concedere il terzo rinvio sul taglio del deficit.
La decisione francese condizionerà anche quella italiana, e viceversa: la Commissione deve applicare le regole allo stesso modo per tutti e quindi, se chiude un occhio sul debito italiano, anche con la Francia dovrà essere più indulgente, e se invece non farà concessioni a Parigi, anche Roma potrebbe ritrovarsi con la richiesta di maggiori sforzi sul debito.

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