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EUROPA 22 Novembre Nov 2014 2057 22 novembre 2014

Legge di stabilità, l'Ue dà il via libera

L'Unione europea dà l'ok al governo. E riconosce le «circostanze eccezionali». Ma invita a proseguire con le riforme. A marzo nuovo esame anche per Parigi.

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Dopo settimane di polemiche il sospirato via libera è arrivato.
Nella serata del 22 novembre, al termine della riunione dei capi di gabinetto della Commissione, l'Unione europea (Ue) ha dato l'ok informale al bilancio dell'Italia, e con esso alla Legge di stabilità, riconoscendo le «circostanze eccezionali» del panorama macroeconomico attuale, ma invitando al tempo stesso Roma a «continuare nelle riforme». L'annuncio ufficiale è atteso il 25 novembre.
Nessuna procedura per l'Italia, dunque, ma un nuovo esame di bilancio a marzo 2015, al pari di Francia e Belgio.
L'OTTIMISMO DEL SOTTOSEGRETARIO GOZI. Un risultato nel quale il governo intimamente confidava. «Ci aspettiamo una valutazione d'insieme», aveva anticipato il sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi.
Ad aiutare l'esito della valutazione, secondo fonti europee, sarebbe stato anche «l'accordo fra Renzi e Juncker» raggiunto al G20 in Australia, accordo di cui faceva parte la lettera di impegni sulle riforme del governo italiano inviata nei giorni scorsi e pubblicata il 21 novembre dal Tesoro.

La manovra è attesa il 27 novembre in Aula alla Camera

In attesa del giudizio europeo, la manovra nei giorni scorsi ha proseguito il suo iter in parlamento.
Il 25 novembre è previsto che riprendano le votazioni in commissione sugli ultimi emendamenti, mentre il testo è atteso in Aula a Montecitorio giovedì 27. La tabella di marcia sarà dunque rispettata.
Ancora aperti una serie di capitoli, dai fondi pensione all'Irap, dai patronati al fondo famiglia.
GOVERNO DIVISO SULLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE. Per quanto riguarda il primo nodo, quello della previdenza complementare, sono due le scuole di pensiero che continuano a confrontarsi all'interno dell'esecutivo.
C'è chi, considerandoli alla stregua di rendite finanziarie, vede di buon occhio una maggiore tassazione e chi invece crede che aumentare il peso delle tasse possa essere controproducente, chiudendo alla possibilità che parte degli investimenti di questi fondi si rivolgano all'economia reale.
RESTA DA DEFINIRE LA QUESTIONE IRAP. Passando al mondo delle imprese (oltre all'incremento di circa 2 miliardi della Sabatini bis destinati agli imprenditori che investono su macchinari, impianti e beni strumentali che ha incassato già l'ok dei deputati) resta da definire a la questione Irap.
Il viceministro al Tesoro Enrico Morando non nasconde di star studiando una soluzione per quelle aziende, che non hanno dipendenti e che quindi sono penalizzate dalla misura sugli sgravi messa in campo dal governo, che si concentra sul costo del lavoro e cancella tutte le precedenti misure.
Un'ipotesi sulla quale si ragiona, anticipa Morando, è quella di introdurre una franchigia. Ma di questo, così come di local tax e canone Rai, se ne parlerà al Senato.

Il premier Matteo Renzi a Bruxelles. (Getty)

In dirittura d'arrivo la revisione delle norme sui patronati

Martedì, quando la commissione Bilancio della Camera, tornerà a riunirsi invece sul tavolo troverà altre questioni.
Governo e maggioranza, secondo quanto viene riferito, starebbero lavorando alla possibilità di agganciare anche le misure relative al fondo famiglia al calcolo Isee, sulla falsariga di quanto fatto con il bonus bebè. E uguale sarebbe anche il tetto individuato per poter usufruire dei fondi: 25 mila euro.
In dirittura d'arrivo anche la revisione delle norme sui patronati: l'orientamento sarebbe di dimezzare il taglio a loro carico ma introducendo una riforma di sistema attraverso una drastica riduzione proprio dei patronati esistenti.
L'IPOTESI DI FONDI PER LA LOTTA ALL'AMIANTO. Restando sul fronte sociale, non è escluso che possano arrivare fondi per la lotta all'amianto, mentre è difficile che trovi soluzione la questione quota '96 (relativa agli esodati nella scuola) e quella dello scorrimento delle graduatorie delle forze dell'ordine.
Sul tavolo, poi, riferiscono fonti di governo, anche una possibile riforma dei Fondi strutturali, che verrebbero rivisti e la cui gestione verrebbe accentrata. La proposta non è però ancora stata formalizzata.

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