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RIFORMA 24 Novembre Nov 2014 0800 24 novembre 2014

Jobs act, sconto fiscale per i licenziamenti disciplinari

L'ipotesi varrebbe solo per le uscite per motivi disciplinari.

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L'aula della Camera.

Ultimi ritocchi a Jobs act prima del via libera definitivo. La novità della riforma del Lavoro al vaglio della Camera (poi la legge deve tornare in Senato) è uno sconto fiscale per chi viene licenziato.
In attesa dell'ok al Jobs act, lo scontro s'è, infatti, spostato sui decreti attuativi, soprattutto quello sul contratto a tutele crescenti che il governo di Matteo Renzi vorrebbe già attivo dal 1 gennaio 2015.
RISARCIMENTO COME DETASSAZIONE. Per esempio sui licenziamenti disciplinari, il Nuovo centrodestra è d'accordo sui reintegro solo quando il licenziamento è «infamante», ma il tema divide il Partito democratico.
Sul tipo di indennizzo per i lavoratori licenziati per procedimento disciplinare non reintegrabile, secondo il Corriere della Sera, ci si sta orientando verso un indennizzo di tipo risarcitorio, soltanto sotto forma di detassazione.
SCONTRO INTERNO AL PD. La bozze sui decreti attuativi, tuttavia, sta irritando la sinistra del Pd, convinta che non siano ancora state prese delle decisioni e che tutto deve essere discusso in una riunione dalla maggioranza.
Eppure Ncd ha precisato che non ci sarà alcun tavolo, alimentando lo scontro che si protrae da tempo.
Intanto sono emerse indiscrezioni secondo cui l'indennizzo in caso di licenziamento di tipo economico sarà più alto di quello offerto dalla legge Fornero: si parla di un'indennità compresa tra un minimo di 12 e un massimo di 24 mensilità.

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