Economia 24 Novembre Nov 2014 1017 24 novembre 2014

Legge di Stabilità, giudizio rinviato

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Commissione europea Slitta a venerdì il giudizio della Commissione sulle leggi di stabilità dell'Eurozona. Una riunione straordinaria del Collegio dei Commissari, l'equivalente europeo del 'consiglio dei ministri', è stato appositamente convocato per il 28 novembre. La riunione di martedì a Strasburgo, che inizialmente avrebbe dovuto esaminare anche i giudizi sulle finanziarie, sarà dedicato al pacchetto di investimenti. RINVIO PER "AGENDA TROPPO FITTA". Ufficialmente il rinvio è dovuto all'agenda dei lavori della Commissione "troppo fitta" per essere conclusa solo nella giornata di martedì. Ma le fonti indicano che «la situazione della Francia è da discutere al massimo livello politico", lasciando intendere che non c'è ancora accordo tra i 28. Nei giorni scorsi il commissario tedesco, il 'popolare' Gunther Oettinger, della Cdu di Angela Merkel e "voce" della Germania in Commissione, ha prima attaccato con un editoriale su Les Echos, poi sul Financial Times ha scritto: «Non sarebbe credibile» per la Commissione «estendere la scadenza sul rientro del deficit francese senza chiedere al Governo chiari e concreti impegni». Aggiungendo: «Qualcosa è già stato fatto, ma non è sufficientemente ambizioso, serve di più nell'interesse di Parigi e dell'Eurozona». Secondo le fonti tiene invece l'accordo sull'Italia, alla quale vengono riconosciute le «circostanze eccezionali» e, pur richiamata ad agire sul piano di riforme presentato dal governo con la lettera inviata la settimana scorsa, viene attesa ad un riesame "a marzo". SEI PAESI SOTTO OSSERVAZIONE. Le situazioni delicate sono complessivamente sei. Oltre a Francia e Italia, anche Belgio, Spagna, Portogallo e Austria. Ma il 'malato' dell'Eurozona in questa fase sembra essere la Francia. Qualche giorno in più potrebbe essere utile per prendere impegni come ha fatto l'Italia. E nel frattempo martedì Jean Claude Juncker, dopo la visita di Papa Francesco al Parlamento di Strasburgo, avrà presentato il piano nei dettagli ai 28 commissari. La mattina dopo il Presidente della Commissione lo illustrerà ufficialmente alla plenaria. Il piano sarà limato fino all'ultimo, ma il punto centrale sarà un fondo per investimenti al quale i paesi contribuiranno non in base al Pil, ma "volontariamente", con contributi che dovrebbero essere scorporati dal Patto di stabilità per quanto concerne calcolo del deficit. C'è ancora "molto dibattito" tra i Commissari, indicano le fonti, "sulla questione della flessibilità" che la Commissione "sta mettendo in atto". Il meccanismo sostanzialmente permetterebbe ai paesi di finanziare extra-deficit progetti per la creazione di posti di lavoro, sfruttando il moltiplicatore generato dalle garanzie della Bei e del "bilancio europeo».

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