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INDAGINE 24 Novembre Nov 2014 1224 24 novembre 2014

Rc auto, Ivass: «Siti comparativi scorretti e poco trasparenti»

Troppa pubblicità ed evidenza ad imprese che pagano provvigioni. Correttivi entro il 31 gennaio.

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L'Ivass chiede correttivi entro il 31 gennaio 2015 ai siti di comparazione Rc auto.

Troppa pubblicità che può confondere i consumatori, evidenza ad imprese con cui si sono conclusi accordi e da cui si hanno provvigioni, confronti di prodotti disomogenei. Sono alcune delle criticità «di trasparenza e correttezza» dei siti di comparazione Rc auto denunciate dall'Ivass che chiede correttivi entro il 31 gennaio 2015.
PROFILI DI CRITICITÀ. L'indagine, ha comunicato l'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, ha preso spunto dalla forte diffusione della comparazione online di prodotti assicurativi nel settore Rc auto (circa 12,9 milioni di preventivi effettuati nel 2013 attraverso 6 siti operanti in Italia). Dalle verifiche sono emersi «diversi profili di criticità per i consumatori». In primo luogo «i siti comparano solo (o prevalentemente) i prodotti di poche imprese con cui hanno concluso accordi e da cui percepiscono provvigioni in relazione a ciascun contratto stipulato attraverso di essi».
COMPARAZIONE SOLO SUL PREZZO. Il numero delle compagnie pubblicizzate è in genere superiore a quello delle imprese effettivamente confrontate e la comparazione è basata esclusivamente sul prezzo e non tiene conto delle diverse caratteristiche dei prodotti in termini di massimali, franchigie, rivalse ed esclusioni. Ciò comporta «il confronto di prodotti disomogenei e non sempre adeguati alle esigenze assicurative dei consumatori, rischio amplificato dalla diffusa pratica dell'abbinamento automatico di coperture accessorie non richieste dall'utente».
RISPARMI NELLE PUBBLICITÀ. In più, ha denunciato ancora l'Ivass, i siti fanno largo uso di messaggi pubblicitari formulati in modo da ingenerare nei consumatori il convincimento di poter ottenere notevoli risparmi («fino a 500 euro») e di acquistare il «miglior prodotto» o di rivolgersi alla «migliore impresa». Non indicano tuttavia i criteri di valutazione dei prodotti e delle imprese né le basi di calcolo del risparmio promesso. Per questo l'Authority è intervenuta sugli intermediari assicurativi che gestiscono i siti comparativi oggetto della indagine chiedendo di adottare «specifiche misure correttive» entro il 31 gennaio del 2015.

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