Economia 24 Novembre Nov 2014 1052 24 novembre 2014

Tesoro, terminata la campagna #prideandprejudice

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L'Italia è il Paese che ha dato meno aiuti pubblici per salvare le banche. Con questo messaggio il Tesoro chiude la campagna #prideandprejudice lanciata su twitter e sulla propria pagina web. Dopo aver toccato temi sensibili come i fondi salva-stati, il debito pubblico e il rapporto deficit/Pil, Via XX settembre compara gli aiuti di Stato dell'Eurozona per soccorrere il sistema bancario e il dato che emerge è che «l'Italia è ultima per quanto riguarda gli aiuti pubblici alle banche, con solo 4 miliardi di euro a fronte dei 240 della Germania nel periodo 2007-2013». Un dato che era stato citato anche dal vicedirettore generale della Banca d'Italia Fabio Panetta alla presentazione degli stress test della Bce per dimostrare come le italiane partissero con un handicap di base rispetto alle rivali dovuto alla mancanza di aiuti pubblici. Un motivo peraltro di vanto per il paese, aveva detto Panetta, il quale aveva sottolineato come lo stress indicasse uno scenario macroeconomico molto sfavorevole per l'Italia. Le banche non in regola secondo Bankitalia sono così solo 2 (Mps e Carige) visto che le popolari Milano e Vicenza avevano varato in extremis misure di rafforzamento. Si vedrà ora con la vigilanza unica affidata a Francoforte se le italiane saranno svantaggiate o meno, timore espresso più volte dal settore bancario. «I dati Eurostat - ricorda intanto il Mef - mostrano come nel periodo della crisi economica (2007-2013) i sistemi bancari e finanziari nazionali di 17 paesi dell'area euro abbiano ricevuto aiuti dai Governi nazionali con importi molto differenti». AIUTI ALLE BANCHE PER 4 MILIARDI. In particolare, le banche italiane hanno ottenuto sostegni dal Governo per circa 4 miliardi di euro, a fronte dei 247,4 miliardi di euro percepiti da quelle tedesche e dei 165 miliardi da quelle britanniche. Il dato complessivo, calcolato da Eurostat, ammonta a un totale di 688,2 miliardi per l'Unione europea. Di questi, 517,9 miliardi sono stati concessi nei paesi dell'area euro. L'intervento italiano corrisponde quindi a poco meno dell'1% degli aiuti di stato alle banche erogati nell'area euro. E il 75% di questo sostegno è già stato restituito alle casse pubbliche. I "TREMONTI BOND" E POI I "MONTI BOND", CHI NE HA BENEFICIATO. Ripercorrendo quegli anni, infatti, il Mef aveva lanciato prima i Tremonti bond (2009) e poi i Monti bond (2012). I primi erano stati sottoscritti da quattro banche per un controvalore complessivo di 4,05 miliardi, ovvero il Banco Popolare (1.450 milioni), la Banca Popolare di Milano (500 milioni di euro), il Monte dei Paschi di Siena (1.900 milioni) e il Credito Valtellinese (200 milioni). Tre anni dopo il governo Monti aveva sottoscritto 3,92 miliardi di Nuovi aiuti di Stato in favore del Montepaschi, di cui 2 miliardi per rafforzare il patrimonio della banca e i restanti 1,92 miliardi al fine dell'integrale sostituzione dei Tremonti Bond. Guardando oltre i confini nazionali, invece, spiccano gli interventi sostenuti dal Regno Unito e dalla Germania. Il primo è stato protagonista delle nazionalizzazioni di due colossi come Royal Bank of Scotland e Lloyds; il Governo di Angela Merkel del salvataggio di Commerzbank attraverso il fondo governativo per la stabilizzazione dei mercati finanziari che ha sostenuto un aumento di capitale da 10 miliardi, diventandone così il primo azionista.

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