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BUSINESS 24 Novembre Nov 2014 0710 24 novembre 2014

Usa, farmaci antipsicotici sotto accusa

Da Abilify al Seroquel: indicati per la schizofrenia e spacciati per antidepressivi. Così Big Pharma guadagna miliardi di dollari. A scapito della salute dei pazienti.

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C'erano una volta Largactil e Prozin, nomi commerciali italiani della Torazina, principio attivo meglio noto come «lobotomia chimica» per i suoi pericolosi effetti collaterali a lungo termine: movimenti ritmici della lingua, delle labbra, del volto e degli arti, bradicinesia, rigidità, ipomimia e tremori.
Un potente antipsicotico, somministrato ai malati di mente nei manicomi degli Stati Uniti fino a quando, a partire dai primi Anni 90, non fu soppiantato da nuovi farmaci con minori controindicazioni.
ABILIFY, RECORD DI VENDITE NEGLI USA. Adesso, però, un parente stretto della Torazina è tornato a far parlare di sé al di là dell'Altantico. Acquistabile anche nel nostro Paese dietro presentazione di ricetta medica, si chiama Abilify ed è il farmaco più venduto negli Stati Uniti come cura «supplementare» per i pazienti che fanno uso di antidepressivi.
Piccolo problema: nessuno sembra sapere come funziona, né quale sia la sua reale efficacia nel trattamento della depressione.

Abilify è prodotto dalla casa farmaceutica Otsuka.

In meno di un anno Abilify ha fruttato 6,9 miliardi di dollari

Come riportato da Jay Michaelson sul Daily Beast, la Food and Drug Administration (Fda), l'ente americano che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha certificato che l'azione di Abilify è «sconosciuta».
Non si sa quindi in che modo contribuisca alla cura di gravi malattie come la schizofrenia e la sindrome bipolare, che colpiscono rispettivamente solo l'1% e il 2,5% della popolazione statunitense.
ABILI STRATEGIE DI MARKETING. Eppure, grazie ad abili strategie di marketing che ne propagandano i presunti benefici nei confronti della depressione, i produttori sono riusciti a vendere il farmaco a fasce di popolazione ben più ampie, molto più numerose.
Da aprile 2013 a marzo 2014 le vendite di Abilify hanno fruttato quasi 6,9 miliardi dollari (circa 5,5 miliardi di euro). Più di tutti gli altri principali antidepressivi messi insieme.
«IL FARMACO È COME UN TERMOSTATO». Ricorrendo a una similitudine che di scientifico ha ben poco, Otsuka America, la casa farmaceutica che ha messo in vendita Abilify, ha lasciato infatti intendere di saperne di più della stessa Fda. La sua pubblicità afferma che il farmaco è «come un termostato per ristabilire l'equilibrio» mentale.
Secondo l'azienda, questo paragone non sarebbe in contrasto con l'evidenza scientifica. È solo un esempio di come Big Pharma sia riuscita a trasformare gli antipsicotici in farmaci di largo consumo. Ma ce ne sono molti altri.

L'obiettivo di Big Pharma: moltiplicare le indicazioni terapeutiche

La cosiddetta «approvazione strisciante» è uno dei 'trucchi' preferiti dall'industria farmaceutica negli Stati Uniti.
Consiste nell'ottenere dalla Fda il via libera per un farmaco destinato a una cura specifica, e poi nel fare pressione affinché sulla scia del primo uso ne vengano approvati molti altri.
Con gli antipsicotici è andata così: originariamente destinati alla cura della schizofrenia, ben presto le loro indicazioni terapeutiche si sono moltiplicate.
IL PRECEDENTE DI SEROQUEL. La storia del Seroquel lo dimostra. Antipsicotico approvato nel 1997 per la cura della schizofrenia, successivamente ha visto la sua 'efficacia' estendersi al disturbo bipolare, ai disturbi psichiatrici nei bambini e, infine, alla depressione. Sempre come farmaco «supplementare», proprio come Abilify. Prima di ricevere il tanto desiderato via libera, i produttori del Seroquel hanno condotto una campagna pubblicitaria per indurre chi soffriva di depressione a credere di essere affetto da una vera e propria sindrome bipolare. «La vostra depressione, in realtà, può essere un disturbo bipolare», recitavano gli annunci commerciali.
CON L'USO AUMENTANO I RISCHI PER LA SALUTE. La diffusione su vasta scala degli antipsicotici ha fatto però inevitabilmente emergere anche quali siano i reali rischi connessi. Tanto che oggi i foglietti illustrativi mettono in guardia chi ne fa uso dal rischio di morte negli anziani, nei bambini e nelle persone affette da depressione.
Ma bisogna leggerli per intero, fino alla fine. Il bugiardino del Seroquel ha recentemente incluso anche l'avvertenza di possibili rischi cardiovascolari, finora sempre negati.

I pazienti tra gli otto e i 19 anni sono particolarmente esposti al rischio obesità.

Gli antipsicotici causano obesità in bambini e adolescenti

Tra le tante proprietà 'terapeutiche' degli antipsicotici, è nota quella che li vorrebbe capaci di migliorare il comportamento dei bambini problematici, in un'ampia gamma di casi e diagnosi.
Ma il prezzo pagato in termini di salute dai piccoli pazienti americani è stato enorme.
Secondo uno studio del National Institute of Mental Health condotto su 119 bambini tra gli otto e i 19 anni, farmaci antipsicotici come Risperdal e Zyprexa hanno causato un livello di obesità tale da costringere le autorità a impedirne la somministrazione in quella fascia d'età.
QUATTRO CHILI IN PIÙ IN OTTO SETTIMANE. In sole otto settimane, i bambini trattati con Risperdal sono ingrassati di quattro chili, mentre quelli trattati con Zyprexa quasi di sei.
Proprio come gli anziani in carico al sistema sanitario pubblico, i bambini poveri che negli Stati Uniti rientrano nel programma federale Medicaid sono considerati bersagli allettanti per Big Pharma, perché non hanno la possibilità di scegliere in autonomia con quali farmaci curarsi.

Altri antipsicotici estremamente diffusi negli Usa sono Seroquel e Risperdal.

Ma l'efficacia di questi farmaci non è valutabile

Un altro espediente che ha favorito le industrie produttrici di antipsicotici consiste nell'ammissione di questi farmaci come sostanze «supplementari», vale a dire come parte di un cocktail.
Da una parte le vendite si sono triplicate. Dall'altra non è possibile sapere se i farmaci, presi singolarmente, funzionano oppure no. Il paziente, assumendoli assieme ad altri, non è in grado di valutarne gli effetti specifici. Chi assume abitualmente quattro o più psicofarmaci, inoltre, ha buone possibilità di essere inserito nei programmi federali finanziati dal governo, con una spesa che così finisce per ricadere su tutti i contribuenti americani.
E, purtroppo, ha buone probabilità di sviluppare una dipendenza che dura per tutta la vita.
NASCE LA DEPRESSIONE «RESISTENTE». Dalla necessità commerciale di aumentare le vendite dei farmaci supplementari sembra addirittura che sia derivata una nuova patologia, la depressione «resistente al trattamento».
Se gli antidepressivi non funzionano con un paziente, non è perché non sono efficaci. È lui che non è semplicemente depresso, ma è affetto da depressione «resistente al trattamento». La conseguenza è ovvia: integrare l'antidepressivo con un farmaco supplementare antipsicotico. Ad esempio, una compressa di Seroquel o di Abilify.

Nel 2009 il Pentagono ha speso 8,6 mln per il Seroquel.

Affari d'oro con i militari reduci da Afghanistan e Iraq

La categoria più redditizia per le case farmaceutiche che producono antipsicotici è però un'altra, ed è costituita dal personale in servizio nelle forze armate americane.
Soltanto nel 2009 il Pentagono ha speso 8,6 milioni dollari per il Seroquel, mentre il Department of Veterans Affairs ne ha spesi 125,4.
Un altro antipsicotico, il Risperdal, ha ottenuto risultati commerciali ancora migliori: nell'arco di nove anni, il Department of Veterans Affairs ha speso 717 milioni di dollari per acquistarlo e usarlo nel trattamento dello stress post traumatico per le truppe inviate in Afghanistan e in Iraq. Eppure, uno studio pubblicato nel 2011 dal Journal of American Medical Association ha dimostrato che la medicina era né più né meno che un placebo: un vero e proprio spreco di denaro pubblico.
LE MULTE SONO INFERIORI AI PROFITTI. Negli ultimi anni, i produttori di Risperdal, Seroquel e Zyprexa sono stati portati in tribunale per aver utilizzato tecniche commerciali illegali o fraudolente.
Nel 2013 Johnson & Johnson, proprietaria del marchio Risperdal, ha dovuto pagare una multa da 2,2 miliardi di dollari.
Una cifra considerevole, ma molto più bassa rispetto ai 24,2 miliardi che le vendite del Risperdal hanno permesso all'azienda di realizzare tra il 2003 e il 2010. Ecco perché il business degli antipsicotici continua a crescere e sembra inarrestabile.

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