Economia 25 Novembre Nov 2014 1127 25 novembre 2014

Bundesbank, Weidmann frena su QE

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Jens Weidmann La Bundesbank torna a fare la Bundesbank: il presidente Jens Weidmann frena sugli acquisti di titoli di Stato, mettendo nuovamente i bastoni fra le ruote al presidente della Bce Mario Draghi. Il gioco, neanche tanto sottile, sulle aspettative dei mercati, ruota attorno al 'quantitative easing', l'acquisto massiccio di titoli, che la Bce potrebbe dover iniziare per riportare verso il 2% il tasso d'inflazione dell'Eurozona, pericolosamente vicino allo zero. BRACCIO DI FERRO CO NDRAGHI. Draghi, nelle scorse settimane, aveva messo a tacere le differenze all'interno del consiglio Bce. Venerdì ha promesso "tutto quello che dobbiamo fare" per stimolare l'inflazione, dopo aver esplicitamente citato fra le possibilità l'acquisto dei titoli di Stato. La Bundesbank, tradizionalmente opposta, non aveva sollevato esplicite obiezioni. Weidmann, oggi, è tornato invece a frenare: "c'è un divieto di finanziamento monetario nei trattati che pone seri ostacoli legali", ha detto a Madrid. MERCATI IN ATTESA. I mercati s'interrogano sulle prossime mosse della Bce. Draghi avrà occasione per tornare sull'argomento giovedì 27, prima del silenzio che durerà fino al consiglio Bce del giovedì successivo. Già allora, scrivono gli economisti di Credit Suisse, potrebbe preannunciare nuove misure in aggiunta agli attuali prestiti 'Tltro' e acquisti di prestiti cartolarizzati e obbligazioni garantite (finora 12,7 miliardi di euro). Ma molti economisti - come Erik Nielsen di Unicredit - sono cauti e avvertono che la Bce si muoverà con gradualità: magari aggiungendo, via via, acquisti di bond emessi dalle aziende e poi dalle agenzie europee, e lasciando i titoli sovrani come ultima spiaggia, nel caso di deflazione imminente. Un segnale importante arriverà dall'inflazione dell'Eurozona a novembre, venerdì, che secondo gli economisti rischia di riscendere allo 0,3% (0,4% a ottobre). Lo stesso giorno è la volta della fiducia economica nell'Eurozona, prevista in calo. APPUNTAMENTO IL 4 DICEMBRE. La Bce tirerà le somme con le sue nuove previsioni trimestrali il 4 dicembre, decisive se mostrassero un netto peggioramento dell'inflazione a medio e lungo termine. Ma prima di arrivare a comprare titoli di Stato (che consentirebbero alla Bce di raggiungere molto più velocemente l'obiettivo di espandere il bilancio di circa 1.000 miliardi) c'è una data chiave, di fatto evocata da Weidmann: il pronunciamento della Corte di giustizia europea, il 14 gennaio, sul ricorso tedesco contro gli acquisti di titoli di Stato, che potrebbe dare il via libera, o meno, al 'quantitative easing' sovrano all'europea.

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