Economia 25 Novembre Nov 2014 1546 25 novembre 2014

La ripresa arriva nel 2015: Pil a +0,2%

  • ...

Dati Ocse: dal 2015 ci sarà la ripresa: +0,2% Dopo il calo la ripresa. Se il 2014 è stato segnato dalla contrazione economica, l'economia italiana «dovrebbe tornare alla crescita per la metà del 2015 e accelerare un po' nel 2016». Sono i dati presentati dall'Ocse, stimando che il Pil dell'Italia, dopo il -0,4% del 2014, crescerà dello 0,2% e dell'1% nel 2016. CONTINUA LA CORSA DEL DEBITO PUBBLICO. Il debito pubblico del nostro Paese continuerà a crescere nei prossimi due anni, passando dal 130,6% del Pil nel 2014 al 132,8% nel 2016 e al 133,5% nel 2016. Nel suo Economic outlook, l'Ocse ha sottolineato pure che il livello elevato del debito «costituisce una vulnerabilità significativa» per il nostro Paese. L'OCSE: AVANTI CON LE RIFORME. Il programma di riforme del governo «dev'essere portato avanti con determinazione, insieme all'efficace implementazione delle riforme precedenti, affinché la crescita più forte sia sostenibile», ha aggiunto l'organizzazione, giudicando «adeguato» il rinvio di una nuova stretta sui conti e dando parere positivo sui «passi iniziali» dell'Italia in materia di riforme. E ancora: «Il ritmo di riassetto strutturale dei conti più lento rispetto agli impegni precedenti proposto da Francia e Italia nelle loro leggi di bilancio 2015 pare appropriato», perché «può dare alle riforme strutturali già concordate e alle politiche monetarie accomodanti una possibilità di rilanciare l'attività economica». LA DISOCCUPAZIONE RESTA ELEVATA. In Italia, tuttavia, «la disoccupazione comincerà a diminuire nel 2016, ma resterà a livelli elevati, mentre gli aumenti dei salari sembrano destinati a rimanere modesti». È stimato un tasso di senza lavoro al 12,4% nel 2014, 12,3% nel 2015 e 12,1% nel 2016. Se la domanda non riparte, «alcune economie, e in particolare l'Eurozona, potrebbero restare bloccate in una stagnazione persistente». In questo contesto, «è essenziale che siano utilizzate tutte le leve macroeconomiche e di politica strutturale per offrire alla crescita il maggior supporto possibile».

Correlati

Potresti esserti perso