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AZIENDE 25 Novembre Nov 2014 1326 25 novembre 2014

Sergio Marchionne vuole comprare Sgs

Addio Fca nel 2018. Per tornare da padrone a Sgs, gruppo che lo lanciò nel 2002. E di cui è presidente dal 2006. La pensione del super manager può attendere.

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L'amministratore delegato di Fiat Chrysler Sergio Marchionne.

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano, cantava Antonello Venditti.
Sembra la storia di Sergio Marchionne e Sgs, iniziata nel 2002 e mai conclusa.
Tanto che, secondo quanto risulta a Lettera43.it, il 62enne manager italo-canadese sarebbe pronto, una volta chiusa la sua esperienza alla guida di Fca, ad acquistare una sostanziosa quota di azioni dell'azienda svizzera leader nei servizi di ispezione, verifica e certificazione.
PRESIDENTE DAL 2006. Nonostante i tanti impegni e le cariche ricoperte nel gruppo nato dalla fusione di Fiat e Chrysler, e recentemente quotato a Wall Street (amministratore delegato del Lingotto e di Chrysler, presidente di Fiat industrial e Cnh), Marchionne non ha mai rinunciato al suo ruolo di guida in Sgs.
Non lasciando mai la carica di presidente, che detiene dal 2006, nemmeno dopo che Exor (la holding lussemburghese controllata dalla famiglia Agnelli) ha venduto per 2 miliardi di euro il suo 15%.
E ora sogna di mettere le mani su una quota di maggioranza della multinazionale che nei primi sei mesi del 2014 ha registrato un fatturato di 2,8 miliardi di franchi svizzeri (2,3 miliardi di euro), e un utile operativo di oltre 550 milioni (457 milioni di euro).
ADDIO A FCA NEL 2018. Che abbia deciso di lasciare Fca nel 2018 è cosa nota. L'ha confermato lui stesso l'8 ottobre.
Quello che ancora non ha reso pubblico è l'intento di fare le cose in grande con Sgs, il gruppo che lo lanciò nel 2002, dandogli la vetrina giusta per prendersi sulle spalle il Lingotto. In due anni risanò le casse societarie, ripianando i debiti.
Era arrivato come amministratore delegato per tappare il buco di 75 milioni di franchi (circa 62 milioni di euro), per chiudere il 2003 con un utile netto di 227 milioni di franchi (circa 189 milioni di euro).
IN FIAT DOPO LA MORTE DI UMBERTO AGNELLI. Un bel balzo in avanti per la società e per lui, che fu chiamato dalla Fiat dopo la morte di Umberto Agnelli e le dimissioni dell'amministratore delegato Giuseppe Morchio a guidare il gruppo torinese.
Fu Gianlugi Gabetti, storico plenipotenziario dell'Avvocato, che segnalò al dilui giovane nipote John Elkann il nome di quel manager fino ad allora pressoché sconosciuto alle cronache finanziarie.
In 10 anni Marchionne ha portato il Lingotto da un passivo netto di quasi 2 miliardi a un utile netto di pari valore.





Risultati che gli hanno fruttato un bel gruzzolo. Nel 2012 è stato il manager più pagato d'Italia tra le società quotate in Piazza Affari, con compensi complessivi per 7,4 milioni di euro e azioni gratuite che il giorno dell'assegnazione valevano 40,7 milioni.
10,7 MILIONI GUADAGNATI CON LO SCORPORO DI FERRARI. Nel 2013 ha ricevuto 5,7 milioni di remunerazione fissa.
Nel 2014 lo scorporo di Ferrari da Fca gli ha fatto guadagnare 10,7 milioni con azioni Fiat Chrysler e Cnh comprate per 83,6 milioni il 30 ottobre e rivendute il giorno dopo per 94,3 milioni.
Il fiuto per gli affari non gli manca, e nemmeno i capitali per prendersi Sgs. Da qui al 2018 ha ancora tempo per monetizzare la sua permanenza in Fca.
La pesca, uno dei suoi hobby preferiti assieme alla passione per la musica classica, può attendere. E quel progetto di lasciare gli affari per la lenza, più volte al centro delle chiacchierate con gli amici, sembra ancora lontano dalla sua realizzazione.

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