Commissione Europea 141126095227
GIUDIZIO 28 Novembre Nov 2014 0825 28 novembre 2014

L'Ue promuove la legge di Stabilità, ma il 2015 è a rischio

Juncker: «Non sanziono l'Italia, credo nelle riforme». Nuova verifica a marzo.

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Jean Claude Juncker.

La legge di Stabilità ha passato l'esame dell'Europa e l'Italia ha evitato le sanzioni. Ma nel 2015 gli obiettivi sono ancora a rischio, per questo una nuova verifica è prevista a marzo.
La manovra del governo Renzi «presenta un rischio di non conformità con le disposizioni del Patto di stabilità e crescita», ha spiegato il commissario Pierre Moscovici.
ELEVATO DEBITO PUBBLICO. Il problema per l'Italia è l'elevato debito pubblico e questo potrebbe significare un eventuale avvio di una procedura per squilibri macro-economici.
In particolare per far scendere il debito, il vero tallone d'Achille, servono «politiche per aumentare la crescita, tenere la spesa primaria corrente sotto stretto controllo aumentando l'efficacia della spesa pubblica, così come le previste privatizzazioni». E il primo passo per far calare un fardello che pesa per oltre il 130% del pil, la prima strada è avvicinarsi al pareggio di bilancio strutturale.
L'Italia avrebbe dovuto compiere un aggiustamento strutturale del deficit dello 0,5% nel 2015 per raggiungere l'obiettivo di medio termine, ma ha presentato uno 0,3% che però secondo le previsioni della Commissione rischia di essere solo dello 0,1%. Divergono infatti le valutazioni sull'impatto di alcune misure relative a Iva, gioco d'azzardo e spesometro.
Bruxelles, che ha riconosciuto le circostanze economiche eccezionali negative in cui si trova l'Italia (crescita e output gap negativi, bassa inflazione), ha deciso di non chiedere all'Italia uno sforzo che non potrebbe sopportare. Secondo la matematica Ue per il rispetto del criterio della riduzione del debito, infatti, Bruxelles avrebbe dovuto esigere dall'Italia un avanzo strutturale superiore all'1,5% del pil per il 2015, che va ben al di là dell'obiettivo a medio termine dell'Italia.
L'Italia «ha fatto qualche progresso» sul fronte delle raccomandazioni Ue, ma «deve essere fatto di più», ha . In particolare per far scendere il debito servono «politiche per aumentare la crescita, tenere la spesa primaria sotto stretto controllo aumentando l'efficacia della spesa pubblica, così come le previste privatizzazioni».
JUNCKER: COMPETITIVITÀ NECESSARIA. Il giudizio è stato confermato anche da Jean-Claude Juncker. «Se sei presidente della Commissione europea, devi saper ascoltare i Paesi e i loro governi», ha detto in un'intervista ad alcuni quotidiani europei.
Juncker ha spiegato di aver scelto di non sanzionare Paesi come Italia e Francia perché ha preferito «lasciarli parlare e ascoltarli. In passato abbiamo sottovalutato l'importanza della competitività, la Commissione è un organo politico, non burocratico, che prende decisioni politiche». In pratica, nei risultati degli esami dei bilanci dei Paesi membri, nessuno dei sette che pure violano le regole del Patto (tra cui Francia, Spagna e Italia) è stato punito.
RIFORME IMPORTANTI DELL'ITALIA. «Da Italia, Francia e Belgio abbiamo ricevuto lettere con impegni precisi e circostanziati, porteranno a termine riforme importanti», ha aggiunto Juncker, riconoscendo che i «tempi difficili» impediscono di compiere progressi sufficienti verso gli Obiettivi di medio termine (Omt), cioè la prossimità al pareggio di bilancio e la riduzione del debito.

Padoan: «Meccanismo virtuoso dell'Italia»

Pier Carlo Padoan.

Anche il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan ha ribadito che secondo l'Ue «ci sono circostanze eccezionali negative in termini di profonda recessione per l'Italia, ma anche in termini positivi come l'agenda delle riforme strutturali. Tutto ciò fa sì che il Paese con un alto debito ha la possibilità di mettere in moto un meccanismo virtuoso. L'anno prossimo sarà di crescita positiva dopo tre anni di recessione».
Il Mef ha parlato di «apprezzamento sul bilancio 2015» da parte dell'Europa e ha garantito un programma di riforme per recuperare competitività con «coraggio e determinazione».
La legge di Stabilità «persegue tre obiettivi: stimolo all'economia (prevalentemente attraverso la riduzione delle tasse); il finanziamento delle riforme strutturali; il controllo dei conti pubblici» con l'obiettivo di ridurre il debito.
NUOVA VERIFICA IN PRIMAVERA 2015. La nuova verifica di Bruxelles è prevista nella primavera 2015, quando «il rischio di una significativa deviazione» dagli obiettivi di bilancio tornerà concreto. Per questo il governo è stato esortato «a prendere le necessarie misure» perché i risultati siano in linea col Patto di stabilità.
IL LEADER DEL PPE WEBER: «ULTIMA CHANCE PER ITALIA E FRANCIA». I criteri con cui Bruxelles farà la sua valutazione a marzo, dati economici definitivi alla mano, sono «l'attuazione del bilancio 2014, la preparazione del bilancio 2015 e i documenti dettagliati dei programmi di riforma», ha spiegato Moscovici. Che ha avvertito: «Bisogna che le cose avanzino da qui a marzo o la Commissione non esiterà ad assumersi le sue responsabilità». 'Tradotto' dal tedesco Manfred Weber, leader del Ppe all'Europarlamento, questa «è l'ultima possibilità» per Italia e Francia, altrimenti «saranno applicate le sanzioni».

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