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BEFFA 28 Novembre Nov 2014 0714 28 novembre 2014

Roma ha i conti in rosso: li salvano i contribuenti

Gli italiani versano 500 mln all'anno per coprire i buchi della Capitale.

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Ignazio Marino, sindaco di Roma.

Roma, un pozzo senza fondo. La Capitale da anni brucia denaro pubblico, che finisce in un buco nero senza prospettive di risanamento. La città, che è già stata salvata grazie all'azione dello Stato, non ha cambiato marcia per limitare le perdite e risanare i bilanci.
Come ha riportato La Repubblica, per coprire i debiti del Comune di Roma, i contribuenti italiani dal 2009 al 2012 hanno pagato 580 milioni di euro all'anno. E nello stesso periodo sono stati girati a Roma Capitale - nuova entità libera dai debiti - altri 885 milioni solo perché potesse continuare a funzionare.
LA SPESA AUMENTA ANCORA. Nel 2013, inoltre, i contribuenti hanno girato a Roma altri 485 milioni di euro, e si sono accollati debiti per ulteriori 115 milioni.
Una relazione della Ragioneria dello Stato dipinge una situazione tutt'altro che rosea: «L'esame dei dati di bilancio del periodo 2009-2012 dimostra come l'ente, nonostante le difficoltà finanziarie che hanno indotto lo Stato nel 2008 ad accollarsi il debito pregresso del Comune di Roma, abbia continuato ad aumentare progressivamente la spesa corrente».
Insomma, una città sommersa dai debiti, ma che non fa niente per migliorare la situazione. E se qui si parlava della gestione della giunta guidata da Gianni Alemanno, con l'ingresso di Ignazio Marino al Campidoglio le cose non sono migliorate.
TAGLI SULLA MANUTENZIONE STRADALE. «A seguito del cambio di amministrazione, la situazione non sembra aver fatto registrare particolari miglioramenti. L'attuale gestione, in linea con i comportamenti precedenti», ha precisato la Ragioneria, «ha dimostrato una notevole celerità nell'avanzare richieste di supporto allo Stato, mentre ben poco ha fatto per attivare le entrate proprie».
I casi più eclatanti delle perdite della Capitale sono società le partecipate e le controllate al 100%. Ad esempio Atac, che dal 2004 al 2013 ha bruciato 115 milioni di euro all'anno.
I tagli sono arrivati, invece, per gli «interventi urgenti di manutenzione stradale in caso di eventi meteorologici eccezionali». Qui la spesa è scesa da 16 milioni a 1,3. Con buona pace dei cittadini, già rassegnati a trovare la città bloccata a ogni pioggia.

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