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LAVORO 29 Novembre Nov 2014 1329 29 novembre 2014

Jobs act, Cna: «No ostacoli a piccole imprese»

Vaccarino chiede meno burocrazia. Poletti risponde: «Non ci saranno nuovi balzelli».

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Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

Prosegue l'intesa tra governo e imprese nella riforma del lavoro. Il 29 novembre è arrivato il messaggio di Matteo Renzi alla Cna, che attraverso il presidente Daniele Vaccarino ha chieste nuove garanzie all'esecutivo: «Bisogna scongiurare il rischio che si introducano nelle imprese, con meno di 15 dipendenti, oneri nuovi e difficilmente sostenibili», ha detto dopo una premessa: «Condividiamo i punti salienti della riforma volti a modernizzare e semplificare il mercato del lavoro e le forme contrattuali nonché a rispondere alle esigenze di flessibilità poste all'organizzazione del lavoro dall'economia contemporanea».
«OK A TUTELE CRESCENTI». Secondo Vaccarino, «il contratto unico a tutele crescenti può contribuire a semplificare l'attuale quadro normativo in materia di tipologie contrattuali. Bisogna, tuttavia, scongiurare il rischio che si introducano nelle imprese, con meno di 15 dipendenti, oneri nuovi e difficilmente sostenibili. Speriamo in rassicurazioni su questo ed altri punti, quali la riduzione dei fondi destinati ai patronati; gli strumenti di tutela basati sul principio della bilateralità; l'emanazione del decreto che autorizza ad operare il Fondo di solidarietà bilaterale dell'artigianato».
«TUTELARE L'APPRENDISTATO». Inoltre, per Vaccarino, bisogna tutelare l'apprendistato: «Vorremmo essere certi che il riordino dei contratti di lavoro non finisca col penalizzare l'apprendistato. Per il nostro comparto, infatti, il contratto di apprendistato rappresenta uno strumento identitario, essenziale, per creare quelle competenze delle quali hanno bisogno le nostre imprese che non sono garantite dal sistema di istruzione. L'apprendistato è la cerniera tra scuola e lavoro per garantire un lavoro certo ai nostri giovani».
«NESSUN ONERE IN PIÙ». Immediata e positiva la replica dell'esecutivo: «Direi di sì. Oggi ragioniamo sulla necessità di fare in modo che si possa crescere, e se c'è una cosa che non dobbiamo fare è mettere addosso oneri in più», ha assicurato il ministro Giuliano Poletti.
«Meno incentivi e più libertà, meno incentivi ma meno ostacoli, credo che sia quello che dobbiamo fare. Se continuiamo a pensare che più carta produciamo e regole abbiamo più stiamo tranquilli... è esattamente l'opposto. Non abbiamo intenzione di produrre balzelli ulteriori, elementi di appesantimento. Se possiamo fare qualcosa è trovare la maniera di costruire un ponte che aiuti le imprese a crescere. Se c'è uno scalino troppo grande lo dobbiamo limare per evitare che ci sia un muro che impedisce ad andare più in là. Su questo dobbiamo ragionare insieme».

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