Economia 1 Dicembre Dic 2014 0737 01 dicembre 2014

Cina, assicurazione sui depositi

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I dati di crescita del Pil cinese Svolta in arrivo per il settore bancario in Cina. La Banca popolare cinese ha presentato un piano che prevede l'assicurazione sui depositi bancari, che verrà garantita dal Governo fino ad un ammontare di 500.000 yuan (poco più di 65.000 euro) a persona per ogni conto aperto in banca. Al momento, esiste una sorta di garanzia implicita governativa senza alcun tetto, che ha portato le banche a concedere prestiti e fare investimenti rischiosi. UN TEMA LUNGO OLTRE 20 ANNI. Da circa vent'anni, con modi e tempi diversi, si discute in Cina di un'assicurazione sui depositi bancari. La soluzione proposta coprirà circa il 99,6% dei depositi e, nelle intenzioni dei legislatori, vuole aiutare le banche e i clienti a valutare meglio i rischi, offrendo così al sistema nazionale una maggiore stabilità finanziaria in caso di crisi. L'assicurazione, spiega la Banca popolare cinese (Pboc) «proteggerà in modo migliore i diritti dei depositanti" e manterrà "la fiducia del pubblico nel sistema bancario nazionale», sottolineando che in questo modo "i rischi verranno scoperti prima e che gli stessi emergeranno meno frequentemente». TRENTA GIORNI PER PROPORRE MODIFICHE. Anche se siamo ancora alla fase di bozza (gli interessati devono far pervenire alla Pboc le loro considerazioni entro un mese) e non c'è ancora una data di partenza del piano, si tratta di una delle più importanti riforme economiche dall'arrivo di Xi Jinping alla guida del Partito Comunista due anni fa. Rientra nel progetto di liberalizzazione delle politiche economiche cinesi, fra le quali anche la fluttuazione del tasso di cambio dello yuan e l'ingresso di investitori esteri in società quotate sul mercato azionario cinese. Adesso, limitando la garanzia pubblica sui depositi, un comparto che vale circa 112.000 miliardi di yuan (14.600 miliardi di euro), la Cina fa un ulteriore passo verso il mercato libero: con la protezione totale del Governo, c'era una percezione errata dei rischi, che adesso devono venire invece ponderati da banche e clienti.

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