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FACCIAMOCI SENTIRE 1 Dicembre Dic 2014 1210 01 dicembre 2014

Gli imprenditori-eroi esistono solo nel calcio e nella politica

Da Ruffini a Farinetti: la categoria dei capi d'azienda è trasversalmente odiata. Gli unici amati sono quelli che comprano una squadra o entrano nell'agone politico.

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Oscar Farinetti.

Sabato 29 novembre, in un messaggio all' assemblea nazionale della Cna a Mirandola, il nostro primo ministro, Matteo Renzi, ha definito gli imprenditori «eroi dei nostri tempi».
Non entro nel merito di questa affermazione in quanto come capo-azienda potrei anche essere considerato in conflitto di interessi, ma mi domando: l'opinione pubblica pensa davvero questo?
Esiste nel nostro Paese una cultura che apprezzi chi intraprende? Credo proprio di dover dare una risposta negativa.
Le imprese vengono spesso considerate come 'nemiche' dei cittadini-lavoratori, titolari di molti dei guai del nostro vivere quotidiano e responsabili delle diseguaglianze sociali che esistono.
Le imprese, soprattutto se di successo, vengono sempre viste con sospetto e gli imprenditori che ce la fanno “certamente avranno combinato qualcosa di inconfessabile”.
TUTTI CONTRO FARINETTI. Non è mia intenzione affermare che gli imprenditori non possano essere criticati e che non possano fare meglio il proprio lavoro: ci mancherebbe altro. Sono sotto gli occhi di tutti casi che non fanno certamente onore alla categoria.
Dico però che all'impresa non vengono fatti molti sconti. Guardiamo per esempio cosa sta succedendo a Oscar Farinetti, creatore di Eataly: criticato tutti i giorni e al centro di polemiche atroci per come gestisce il personale. Grazie alla sua capacità di intraprendere, però, oggi Farinetti ha creato migliaia di posti di lavoro.
Certo, non tutti con contratto a tempo indeterminato e con remunerazione elevata ma sarebbe stato meglio che anziché creare Eataly e i posti di lavoro citati fosse andato a giocare a golf?
MONCLER NELL'OCCHIO DEL CICLONE. Abbiamo visto recentemente cosa sia successo a Moncler un'azienda rilevata da Remo Ruffini sull'orlo del fallimento. L'ha trasformata in una star del made in Italy ma dopo il servizio di Report credo che Ruffini sia una delle persone meno amate d'Italia. In questo caso il problema non era il contratto di lavoro ma il trattamento delle oche e alcune produzioni delocalizzate.
Alcune critiche della Gabanelli possono essere condivisibili ma, in ogni caso, Moncler offre in Italia migliaia di opportunità di lavoro.
Penso alle aziende farmaceutiche che, pur producendo farmaci che salvano la vita delle persone o comunque ne migliorano la qualità, sono tra le più odiate. In questo caso il principio è che non si possa fare profitto 'sulla pelle dei pazienti'. Vogliamo poi parlare delle aziende chimiche o siderurgiche odiate in quanto responsabili per definizione di inquinare l'ambiente?

Volete farvi amare? Comprate una squadra di calcio o entrate in politica

Il presidente del Milan Silvio Berlusconi.

Ci sono mille ragioni, naturalmente molte anche giuste, per le quali l'impresa in Italia non è amata e gli imprenditori ancora meno. Altro che «eroi del nostro tempo».
Ci sono (poche) nobili eccezioni: sempre dopo il servizio di Report Brunello Cucinelli sarebbe “santificato” immediatamente. Ma ha creato delle aspettative così elevate che non sarei stupito che alla prima buccia di banana sulla quale potrebbe scivolare si invertisse la tendenza.
Con l’attuale sviluppo dei social network poi, oggi probabilmente anche Adriano Olivetti non sarebbe più il mito che rappresenta da sempre. Alcuni imprenditori hanno intuito il rischio e per 'farsi amare' hanno fatto due scelte: o sono diventati presidenti di una squadra di calcio o sono passati alla politica.
DA LOTITO A ZAMPARINI: MA IL TOP È SILVIO. Lotito (presidente Lazio), Zamparini (presidente Palermo), Preziosi (presidente Genoa) e via di seguito hanno scelto la prima opzione guadagnando tanta popolarità e mettendo al riparo le loro imprese da possibili critiche avverse. Questi sì che sono diventati «eroi del nostro tempo» soprattutto se le rispettive squadre ottengono risultati positivi magari anche a fronte di bilanci disastrati. Berlusconi, al quale non manca certamente l'intelligenza (o la scaltrezza) ha messo insieme le due cose (calcio e politica).
Un altro che sembra stia facendo il grande salto in politica è Diego Della Valle (già proprietario della Fiorentina). Forse ha capito che non potrà continuare a lungo nel suo atteggiamento di attaccare tutti insegnando al mondo (banche, editori, produttori di auto, etc.) come debbano fare il proprio mestiere. Il suo core business non sta andando bene come in passato e la sua avventura nei treni non sembra proprio essere una storia di successo. Condizioni ideali per passare in politica iniziando a dire, attraverso tutti i media possibili, quello che i cittadini-elettori amano ascoltare.
GLI EROI DEI NOSTRI TEMPI: STAR TELEVISIVE E VELINE. Caro premier Renzi, gli eroi dei nostri tempi sono purtroppo altri: vanno da Balotelli, alle veline, dalle star televisive, ai politici.
Lei è grande utilizzatore dei social network e potrà constatare come a queste categorie venga concesso di tutto e di più.
Forse nel suo discorso alla Cna pensava di rivolgersi a una platea di americani ma siamo in Italia e questo è quello che passa il convento. Altrimenti non ci troveremmo certamente nella situazione attuale e gli investimenti esteri non sarebbero ridotti al lumicino come viceversa (e purtroppo) è nella realtà.

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