Benzina 140627103600
CARBURANTI 2 Dicembre Dic 2014 1453 02 dicembre 2014

Benzina, a gennaio rischio rincaro di 2 centesimi

Stop Imu, clausola di salvaguardia farà aumentare le accise di 1,8 cent. Ai quali va aggiunto l'effeto dell'Iva.

  • ...

Distributore di benzina.

Dall'1 gennaio 2015 c'è il rischio di un nuovo aumento dei carburanti.
Secondo la Cgia di Mestre, infatti, per reperire il gettito mancante alla copertura dell'abolizione dell'Imu, sta per scattare una clausola di salvaguardia che a partire da Capodanno farà aumentare le accise sui carburanti di 1,8 centesimi al litro. Un aumento che è destinato a salire a 2,2 centesimi Iva compresa.
ABOLIZIONE DELL'IMU COMPENSATA SOLO IN PARTE. L'ennesimo ritocco al rialzo è dovuto al fatto che l'abolizione dell'Imu sulla prima casa, decisa nel 2013, è stata compensata solo in parte dai maggiori incassi dell'Iva realizzati attraverso l'accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione e la sanatoria ai concessionari dei giochi. Adesso è compito dell'Agenzia delle dogane stabilire l'esatta quantificazione dell'aumento, in modo da reperire 671 milioni nel 2015 e 17,8 milioni di euro nel 2016.
BORTOLUSSI: «IL PETROLIO SCENDE, LA BENZINA NO». «Nonostante il greggio sia sceso sotto i 64 dollari, in Italia il prezzo dei carburanti alla pompa rimane ancora molto elevato. Ovviamente, a incidere è il carico fiscale che, sia sulla benzina sia sul gasolio per autotrazione, non ha eguali in Europa. Inoltre, tenuto conto che oltre l'80% delle nostre merci viaggia su gomma, non è da escludere che gli aumenti di inizio anno spingeranno all'insù soprattutto i prezzi dei principali beni di consumo, penalizzando le famiglie più in difficoltà», ha commentato Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia.
«INTERE CATEGORIE DANNEGGIATE». «Inoltre, non dobbiamo dimenticare che oltre agli autotrasportatori ci sono intere categorie come i taxisti, gli autonoleggiatori, i padroncini, gli agenti di commercio che, utilizzando professionalmente ogni giorno l'auto o il furgone, rischiano di appesantire ulteriormente una situazione economica già molto deteriorata negli ultimi anni», ha aggiunto Bortolussi.
PER UN'AUTO DI MEDIA CILINDRATA 20 EURO IN PIÙ. La Cgia ha inoltre stimato gli effetti dell'aumento delle accise su un pieno di carburante relativo a due tipologie di auto di media cilindrata: una alimentata a benzina, l'altra a gasolio, entrambe con un serbatoio di 50 litri. Risultato: una famiglia con un'auto di media cilindrata (1.400 cavalli) alimentata a benzina che percorre mediamente 15 mila chilometri all'anno, nel 2015 è destinata a pagare al proprio benzinaio 20 euro in più di tasse rispetto al 2014. Se la comparazione viene eseguita rispetto al 2010, anno che ha preceduto la raffica di aumenti, l'incremento è di ben 249 euro. Una famiglia con un'auto da 2.000 cavalli alimentata a gasolio, invece, che percorre mediamente 25 mila chilometri all'anno, è destinata a pagare nell 2015 28 euro in più di tasse. Rispetto al 2010, l'incremento è pari a 387 euro.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso