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FISCO 2 Dicembre Dic 2014 1438 02 dicembre 2014

Evasione fiscale, la Corte dei Conti: «Normativa contraddittoria»

Rapporto della magistratura contabile: «Mal coordinate, manca una strategia di lungo periodo».

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Il presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri.

La Corte dei Conti, nell'ultimo rapporto sulla 'tax compliance', ha ricordato che le stime relative alle manovre di finanza pubblica varate negli ultimi anni «permettono di evidenziare che sugli oltre 200 miliardi di maggiori entrate attese per il periodo 2006-2011, la quota intestata a misure di contrasto all'evasione è pari al 35,5%». Il funzionamento del sistema fiscale italiano, ha scritto la Corte dei Conti, «si è sensibilmente discostato dal modello teorico, producendo un'ingiustificata grave sperequazione tra il livello di contribuzione del lavoro dipendente e di pensione e quello derivante dallo svolgimento di attività economiche indipendenti».
«NORMATIVA MAL COORDINATA». «La rilevanza dello scostamento, secondo la magistratura contabile, «è particolarmente evidente con riguardo all'Irpef, per la quale le ritenute effettuate dai sostituti d'imposta sui redditi di lavoro dipendente e di pensione costituiscono nel 2013 oltre il 79% del gettito totale derivante da adempimento spontaneo e l'Irpef dichiarata per il 2011 deriva per l'81,4% da contribuenti il cui reddito prevalente è di lavoro dipendente o di pensione». La normativa fiscale che si è sviluppata negli ultimi 40 anni è «rilevante», ma è anche «spesso contraddittoria e mal coordinata, adottata sulla spinta di emergenze contingenti e quasi mai inquadrata in una strategia di lungo periodo di contrasto all'evasione fiscale», ha scritto ancora la Corte dei Conti.

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