Economia 2 Dicembre Dic 2014 1327 02 dicembre 2014

Negozi, i furti pesano 96 miliardi

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Vigili in azione per controlli anti taccheggio Vini e superalcolici sono al primo posto tra gli articoli più rubati. A seguire carne fresca e formaggi, abbigliamento come giubbotti in pelle, calzature ed accessori moda, mentre per l’Health&Beauty, sono trucchi, creme per il viso e lamette. Infine gli I-Phone, smartphone e videogames continuano ad essere tra i prodotti globalmente più rubati. E' quanto emerge dall’edizione 2014 del Barometro Mondiale dei Furti nel Retail, promosso da Checkpoint Systems e condotto da The Smart Cube in collaborazione con Ernie Deyle. Lo studio evidenzia come nel nostro Paese oltre il 75 % delle differenze inventariali siano da attribuirsi ai furti, compiuti dai clienti per un 53,4% e dai dipendenti per  il 22%. Seguono gli errori amministrativi (16,3%) e le frodi da parte dei fornitori (8,3%). IL PESO DEI FURTI E' PARI A 96 MILIARDI. Secondo la ricerca il  costo delle differenze inventariali è stato di oltre 96 miliardi di euro a livello globale. Queste perdite includono i furti da parte di clienti, criminalità organizzata, dipendenti, frodi dei fornitori ed errori amministrativi, pesano l'1,29% delle vendite Retail. In Italia la "penale" da pagare per le perdite nel Retail ammonta a 94 euro l'anno per persona. IDENTIKIT DEI TACCHEGGIATORI. Quasi il 65 % dei taccheggiatori ha un’età compresa tra i 18 e 45 anni a livello mondo, mentre in Italia la fascia si concentra tra i 30 e 45 anni. Infine, evidenzia che i furti da parte dei clienti sono effettuati soprattutto nei negozi specializzati in prodotti di bellezza ed alimentari, principalmente superstore e discount, mentre quelli ad opera dei dipendenti si verificano   soprattutto nei negozi di elettronica e di articoli sportivi LA CLASSIFICA DEI PAESI. I dati sono stati raccolti con interviste telefoniche e on-line in 24 paesi con 222 operatori, che hanno generato complessivamente 560 miliardi di euro di vendite nel 2013. Secondo l’Edizione 2014 del Barometro, le differenze inventariali sono in lieve calo in molti Paesi: questi dati positivi sono da attribuire, da un lato alla maggiore attenzione verso i metodi di prevenzione delle perdite e dall’altro alle prospettive economiche leggermente migliorate, specialmente nel Nord America. Inoltre, i Paesi come l’Italia, che presentano minori differenze   inventariali, sono quelli in cui gli investimenti in prevenzione sono aumentati. Percentuali più   basse si sono anche registrate in Norvegia (0,83%), Giappone e Regno Unito (0,97%) e le   più alte in Cina (1,53%) e Messico (1,70%), per un aumento del costo dei furti, in Europa, che varia da + 14 a + 180 euro a persona. In Italia le differenze inventariali sono in diminuzione rispetto all’anno scorso, attestandosi all’1,09% delle vendite, per un valore pari a 3,1 miliardi di euro di perdite annue per gli esercenti ed una maggiore spesa, di circa 94 euro a persona. INVESTIMENTI CONTRO LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA L’Italia spicca come una delle Nazioni in cui gli investimenti in prevenzione sono aumentati, arrivando a oltre 2,5 miliardi di euro nell’ultimo anno, valore che pone il nostro Paese nella   classifica dei più virtuosi in quanto a rapporto tra differenze inventariali e spesa in prevenzione   delle perdite.   In specifico, in Italia è cresciuta molto anche l’etichettatura alla fonte, in particolare tra i   Retailer del settore alimentare, generando un risparmio considerevole e, inoltre, il 42% degli   intervistati dichiara di avere in programma l'aumento del numero di referenze (SKU) protette. Secondo quanto affermato da The Smart Cube "La nostra ricerca ha permesso di individuare le  best practice ed i range più appropriati in termini di investimenti per governare il fenomeno", ha detto Alberto Corradini, responsabile della filiale italiana di Checkpoint Systems. "Ci auguriamo che i Retailer possano approfondire le cause delle differenze   inventariali e lavorare con i propri fornitori e partner di soluzioni per creare programmi volti a ridurne i relativi costi".

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