Shinzo 141118105806
BASSA MAREA 2 Dicembre Dic 2014 0600 02 dicembre 2014

Più anziani che bambini: così l'economia muore

La longevità cresce, la fertilità si riduce e i consumi faticano a ripartire. La tendenza negativa contagia Europa, Giappone e Usa.

  • ...

Il premier giapponese, Shinzo Abe.

La linea della palma, si diceva una volta per indicare il limite nordico dell’albero delle oasi.
Leonardo Sciascia rispolverò 40 anni fa la vecchia espressione di origini coloniali e le diede un significato socio-politico-criminale: la linea della palma saliva in Italia verso Nord di circa 500 metri l’anno disse, come certificavano geografi e botanici, e altrettanto saliva in Italia la mafia, la cui ascesa con la linea della palma si identificava, e arrivava allora già a Nord di Roma.
In economia, quella che sta salendo è la linea del pannolone che ormai ci ha coinvolto tutti, in Giappone, in Europa e presto coinvolgerà anche gli Stati Uniti, con pesanti conseguenze. La linea del pannolone si impone quando la vendita di questi prodotti per anziani supera quella dei pannolini per lattanti.
SU LA LONGEVITÀ, GIÙ LE NASCITE. Non è un semplice dato che interessa produttori supermercati e farmacie e basta. È il simbolo di una strisciante rivoluzione demografico-economica, con varie conseguenze che si attenueranno solo quando le società interessate riprenderanno a fare figli, e la fertilità femminile tornerà su valori attorno ai 2,5 figli per ogni donna in età feconda. Oggi in Giappone, in Italia e anche in alcuni altri Paesi europei siamo alla metà o quasi.
Quando due anni fa il primo ministro giapponese Shinzo Abe lanciò la sua Abenomics, un tentativo di scuotere il Sol Levante da 20 anni di crescita più che asfittica dopo le gigantesche speculazioni immobiliari e di Borsa degli Anni 80, vari economisti dissero che non sarebbe stato facile anche a causa, fattore non ultimo, della punitiva demografia, fatta di troppi vecchi.
GLI ANZIANI SPENDONO POCO. La Abenomics si basa su una politica fiscale e monetaria espansive con l’obiettivo di spezzare la deflazione, la tendenza dei prezzi al calo cioè, e di arrivare a un tasso di inflazione attorno al 2%.
Stimolare la domanda, insomma, aumentando il già fortissimo debito pubblico, il primo al mondo, e facendo scendere meglio, grazie alla crescita, il debito privato retaggio degli anni del boom.
Abe non c’è ancora riuscito, il Giappone sta chiudendo il 2014 in recessione e il primo ministro, per avere più forza d’urto, ha indetto per metà dicembre nuove elezioni politiche. Ma gli anziani non spendono molto, non comperano né prime né seconde case, poche automobili, pochi vestiti persino, avendo in genere uno stock, ampio o scarso che sia ma sempre una riserva, da consumare. E non sono neppure in genere grandi consumatori né di scarpe né di cibo.

In Italia l'età media supera i 43 anni: è record europeo

La linea del pannolone è stata superata dal Giappone tra il 2011 e il 2012 secondo la Unicharm Corporation, il più grande fornitore giapponese di assorbenti per bambini e per anziani.
La popolazione, oggi a 127 milioni, ha toccato i massimi 10 anni fa e da allora perde circa 250-300mila persone l’anno. La fertilità delle donne è all’1,39%, ben al di sotto quindi del tasso di sostituzione definito dai demografi come quota 2,1 figli per donna in età fertile, il che manterrebbe la popolazione più o meno stabile.
L’età media è a 45 anni contro i 37 degli Stati Uniti, i 30 del Brasile (una delle nazioni più giovani), i 42 anni nell’Unione europea, e gli oltre 43 anni dell’ Italia. Gli ultra 65enni sono passati in Giappone in appena 25 anni dal 7 al 15%, un processo che negli Stati Uniti ha richiesto tre quarti di secolo, e saranno fra circa cinque anni il 25% o poco meno della popolazione. Uno ogni quattro giapponesi.
Un problema serio per l’Abenomics. In Italia gli ultra 65enni sono il 21% abbondante.
ANCHE GLI USA INVECCHIANO. Nell’Unione europea la linea del pannolone verrà superata probabilmente, al massimo, l’anno prossimo e in Italia, il Paese più vecchio del continente e con una fertilità femminile dell’1,5%, la non invidiabile meta è già dietro le spalle. Con tutto quanto ne consegue per i consumi e l’economia.
Ma il dato sorprendente riguarda gli Stati Uniti, decisamente più giovani rispetto a Giappone ed Europa. È una distanza che si va accorciando. Secondo il Wall Street Journal che riporta dati statistici raccolti da Information Resources Inc. di Chicago, dal 2009 a tutto il 2013 le vendite di pannoloni sono aumentate del 20% e quelle di pannolini diminuite dell’8%. I pannoloni avranno un giro d’affari di 1,7 miliardi di dollari nel 2017 con un aumento del 17% in cinque anni secondo Mintel, una società di previsioni di mercato.
L'INCONTINENZA DIVENTA UN BUSINESS. I pannolini hanno un fatturato complessivo, sempre secondo Mintel, fra gli 1,9 e i 2 miliardi di dollari e il marchio più noto, i Pampers della Procter&Gamble, vedrà presto affiancarsi un nuovo prodotto, per anziani incontinenti questa volta, poiché P&G ha deciso di rientrare su un mercato oggi più che promettente che aveva abbandonato oltre 10 anni fa.
Anche gli Stati Uniti, il Paese della gioventù, invecchiano. Hanno oggi più del 14% di over65 e, poiché dal 2011 i babyboomers (i nati fra il 46 e il 64) hanno incominciato a doppiare il traguardo, le coorti dei seniores crescono rapidamente e nel 2030 ad avere più di 65 anni sarà oltre il 20% della popolazione americana.

Correlati

Potresti esserti perso