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ECONOMIA 3 Dicembre Dic 2014 1615 03 dicembre 2014

Ast: accordo tra azienda, governo e sindacati

I dettagli dell'intesa: niente licenziamenti, confermati 290 esodi volontari. Salvi entrambi i forni.

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La protesta di un operaio dell'Ast di Terni.

Dopo quattro mesi e mezzo di trattative estenuanti, quasi due di scioperi, oltre a blocchi stradali e ferroviari, scioperi della fame, scontri in piazza è stato finalmente trovato un accordo sull'acciaieria Ast tra governo, sindacati e azienda.
L'ufficialità l'ha data il sottosegretario al Lavoro teresa Bellanova: «Tutte le parti hanno firmato l'accordo su Ast».
CONFERMATI ESODI VOLONTARI. Bellanova ha spiegato che «siamo alla firma di un accordo unitario siglato da tutte le organizzazioni sindacali, è molto soddisfacente e credo che domani riceverà un alto consenso da parte dei lavoratori che se lo sono conquistati».
Il sottosegretario ha ribadito che «non ci saranno licenziamenti, ci sono 290 esuberi, tutti con adesione volontaria».
All'apprendere la notizia, Matteo Renzi ha commentato dalla Camera così: «Lasciatemi esprimere la soddisfazione del governo oltre che del parlamento perché si è chiusa la vicenda di Ast».
Rispetto alle intenzioni della vigilia, da parte dell'azienda, è stata tolta dal tavolo la cassa integrazione» per quattrocento lavoratori.
IL 4 DICEMBRE ASSEMBLEA. Lo sciopero all'Ast «è terminato», ha concluso Bellanova e il 4 dicembre è prevista l'assemblea dei lavoratori.
Dal canto loro, i sindacati si impegnano «a monitorare semestralmente presso il Mise l'attuazione del piano».
Il testo verrà illustrato ai lavoratori e sottoposto a referendum nelle assemblee da calendarizzare.
Nell'accordo è previsto anche l'incremento delle produzioni a freddo (si punta, in prospettiva, a 700 mila tonnellate annue), anche con il completamento della nuova linea a freddo (investimento pari a 20-30 milioni di euro).

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