Economia 4 Dicembre Dic 2014 1147 04 dicembre 2014

Ast, accordo raggiunto: 290 esuberi volontari

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Acciaierie Speciali Terni fa capo al gruppo Thyssen Sembrava destinata a non chiudersi mai e perdersi in un eterno rinvio la vertenza sulla Ast di Terni che si è invece conclusa dopo quattro mesi e mezzo di trattative e quasi 30 ore di tavolo ininterrotto al Ministero dello Sviluppo Economico. I TERMINI DELL'ACCORDO. L'accordo, che sarà votato in un referendum dai lavoratori nei prossimi giorni, evita i licenziamenti (l'azienda era partita chiedendone 550) grazie a 290 esodi incentivati, esclude il ricorso nei prossimi anni alla Cigs, prevede un rinnovo dell'integrativo aziendale del salario, un piano industriale di 4 quattro anni con 140 milioni di investimenti e l'impegno a reimpiegare i lavoratori delle ditte appaltanti. Con le firme finisce anche lo sciopero che per 35 giorni, uno dei più lunghi della storia della lotta sindacale italiana, ha paralizzato l'acciaieria di proprietà della ThyssenKrupp. IL PREMIER RENZI: UN BUON ACCORDO. "Un accordo sudato" e "una trattativa con momenti drammatici": a dare l'idea della difficoltà della vertenza sono i commenti arrivati a caldo dal Governo. Il primo è del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha interrotto il question time alla Camera per annunciare: "la siderurgia in Italia è cruciale e lasciatemi esprimere oggi la soddisfazione del Governo perché è stata chiusa la vicenda Ast" e, poco dopo su Twitter commentando la foto del verbale, "ventinove ore di discussione ma alla fine questo è l'accordo. Un buon accordo. Un accordo sudato, un ottimo accordo". Il secondo è invece del ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, che ha seguito in prima persona il tavolo anche la scorsa notte e, al termine, ha detto di essere "estremamente soddisfatta" ma ha confidato che "la trattativa ha avuto momenti drammatici". Per Guidi comunque la firma di oggi "sommata ai recenti accordi per la Ferriera di Servola e per la Lucchini, salvaguarda un settore, quello dell'acciaio, strategico per l'economia italiana". Anche dal fronte sindacale, dopo molte giornate di false illusioni e passi indietro da parte dell'azienda, si respira forte soddisfazione. Di "buon accordo" parla il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, che in diverse occasioni si è seduto al tavolo: "Penso che l'accordo di oggi, ottenuto grazie alla strenua lotta dei lavoratori, sia buono perché ha cambiato radicalmente il piano industriale". FURLAN CISL: SEGNALE POSITIVO. Per il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, quello di oggi "è un segnale positivo per il Paese perché dimostra che solo con il dialogo e la contrattazione si possono trovare soluzioni adeguate tra imprese e sindacati". Mentre il neo-leader della Uil, Camelo Barbagallo, spiega che "la contrattazione tra parti sociali e istituzioni, se fatta seriamente, dà risultati positivi, questa intesa ne è la prova". E anche l'a.d. di Ast Lucia Morselli, che non aveva mai parlato in pubblico nei mesi di dura trattativa, oggi si è fatta sfuggire un commento positivo: "è quello che volevamo tutti" e garantisce il futuro dello stabilimento "perché siamo tutti d'accordo".

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