Economia 4 Dicembre Dic 2014 1648 04 dicembre 2014

Bce, tassi invariati a 0,05%

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Mario Draghi La Banca centrale europea ha tagliato nuovamente le sue stime sull'inflazione dell'Eurozona di fronte a «un profilo di crescita più debole». La Bce prevede ora un aumento del Pil a 0,8% nel 2014 (dallo 0,9% di tre mesi fa), all'1% nel 2015 (da 1,6%) e dell'1,5% nel 2016 (da 1,9%). La Bce ha tagliato nuovamente le sue stime sull'inflazione dell'Eurozona, ora a 0,5% nel 2014 (da 0,6% di tre mesi fa), 0,7% nel 2015 (da 1,1%) e 1,3% nel 2016 (da 1,4%). Lo ha detto il presidente Mario Draghi, avvertendo che le nuove stime non tengono conto del recente calo dei prezzi petroliferi. TASSI FERMI E BORSE IN NEGATIVO. L'Eurotower ha lasciato il tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,05%. Il tasso sui prestiti marginali e quello sui depositi bancari restano, rispettivamente, a 0,30% e -0,20%.  Dopo i dati Bce sono accelerati improvvisamente al ribasso i listini europei. Le Borse perdono ora oltre lo 0,5%, mentre Milano arretra di oltre il 2% (Ftse Mib -2,4%) con le banche che perdono più di tutte. DRAGHI: LE MISURE DELLA BCE AVRANNO IMPATTO NOTEVOLE. Le misure adottate dalla Bce avranno un "impatto notevole" sul suo bilancio, che la Bce "intende" riportare verso i livelli d'inizio 2012 aumentandolo quindi di circa 1.000 miliardi. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi, definendo, quello relativo al bilancio, per la prima volta un obiettivo. "Abbiamo grande fiducia nel successo del piano Juncker per gli investimenti, e si tratta dell'unica iniziativa che ci sia". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, spiegando che si tratta di una risposta alla debolezza della domanda nell'Eurozona. «A causa dei prezzi petrolieri l'inflazione potrebbe scendere ulteriormente a causa dei prezzi petroliferi». Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, aggiungendo che la Bce e' pronta ad agire e non tollereremo deviazioni prolungate dalla stabilità dei prezzi".  Una discesa dell'inflazione troppo prolungata che si trasmettesse alle aspettative sui prezzi non sarà tollerata dalla Bce perchè "sarebbe l'equivalente di un aumento non voluto dei tassi d'interesse reali». Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi.

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