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ECONOMIA 4 Dicembre Dic 2014 1518 04 dicembre 2014

Draghi: «L'inflazione può scendere ancora»

Quantitative easing della Bce nel 2015. «Non serve l'unanimità». Milano -2,7%.

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Il presidente della Bce Mario Draghi.

L'acquisto massiccio di titoli di Stato da parte della Bce (quantitative easing) si avvicina sempre di più, con il presidente Mario Draghi che avverte del rischio di un'inflazione ancora più bassa e si dice pronto a procedere anche senza voto unanime del board: l'ipotesi è quella di un voto già a gennaio. Ma di fronte all'annuncio ufficiale che la Bce deciderà solo a inizio 2015, i mercati hanno reagito in modo negativo.
Alla prima conferenza stampa nel nuovo grattacielo della Bce, Draghi ha spiegato che il pacchetto attuale di acquisti di obbligazioni garantite e prestiti cartolarizzati e prestiti Tltro per il credito all'economia ha l'obiettivo di far salire l'attivo della Bce di circa 1.000 miliardi rispetto ad oggi.
BUNDESBANK CONTRARIA. Un compromesso fra i banchieri centrali, che tuttavia ha ricreato una spaccatura visto che non è stato sottoscritto all'unanimità. C'è nuovamente la Bundesbank di Jens Weidmann a votare contro, seguita da alcune banche centrali del blocco nordico.
STIME DI CRESCITA AL RIBASSO. Ma Draghi tira dritto e spiega che quelle misure di credit easing erano state concepite sulla base di previsioni di crescita e inflazione precedenti, che sono state riviste al ribasso. Le nuove stime dell'Eurotower rivedono al ribasso la crescita dell'Eurozona (appena 0,8% quest'anno e 1% il prossimo) e soprattutto l'inflazione, ferma a 0,5% nel 2014, 0,7% nel 2015 e 1,3% nel 2016. Causa il petrolio in picchiata, non interamente conteggiato nelle ultime stime, «l'inflazione potrebbe scendere ancora», avverte Draghi. Una situazione che se prolungata e trasferita alle aspettative di lungo termine sui prezzi, rischia di far salire i tassi reali (al netto dell'inflazione): una stretta monetaria a dispetto della politica monetaria espansiva.
DECISIONE A INIZIO 2015. Su questo sfondo Draghi ha ribadito: «Non tollereremo deviazioni prolungate» rispetto all'obiettivo di un'inflazione vicina ma inferiore al 2%. Sul quantitative easing, acquisti ampi e massicci di titoli (debito pubblico incluso) si decide a inizio 2015. Poco dopo, due fonti riferiscono alla Bloomberg che il voto dovrebbe essere al consiglio del 22 gennaio, la settimana dopo la fatidica sentenza della Corte di giustizia Ue sulla legittimità degli acquisti di titoli governativi. Con i tassi al limite di zero, se non funzionasse l'attuale pacchetto alla Bce non rimarrebbe che il quantitative easing: «L'acquisto dei titoli di Stato rientra chiaramente nel mandato», spiega Draghi.
MERCATI DELUSI. Nei mercati, dove qualcuno sperava in un 'antipasto' già il 4 dicembre, magari con il via agli acquisti di obbligazioni societarie, prevale la delusione. L'euro balza a 1,24, le Borse chiudono male, con Milano a -2,77% sui minimi da inizio novembre.

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