Economia 5 Dicembre Dic 2014 1635 05 dicembre 2014

Germania, dimezzata le stima della crescita

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Jens Weidmann La Bundesbank ha rivisto le stime sulla crescita per la Germania. Nel 2014 le previsioni di crescita dell'economia tedesca sono dell'1,4% e per il 2015 dell'1%. Nell'estate 2014 le erano invece rispettivamente dell'1,9 e del 2%. Per il 2016 il Pil dovrebbe registrare invece una progressione dell’1,6% (+1,8% previsto a giugno). WEIDMANN: «L'ECONOMIA RIMANE SOLIDA». Per la banca centrale tedesca tuttavia l'economia della locomotiva europea resta comunque solida. Nonostante la revisione delle prospettive di crescita al ribasso, «ci sono fondate ragioni per ritenere che l'attuale fase di debolezza sia solo temporanea», ha commentato il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. «L'economia tedesca è ancora in ottima forma e gli esportatori sono in grado di cogliere le occasioni dall'estero», ha continuato Weidmann. La banca centrale tedesca ha tagliato anche le previsioni sull'inflazione: quest'anno il livello dei prezzi salirà dallo 0,9% e non dell’1,1% stimato a giugno, che sarà invece raggiunto nel 2015, quando la Buba aveva previsto invece un tasso di inflazione all'1,5%. POLITICA MONETARIA «TROPPO ESPANSIVA»La politica monetaria della Bce «è troppo espansiva per la Germania» e tassi di interesse così bassi non faranno che indurre i paesi che devono fare le riforme a prendersela comoda, ha aggiunto Weidmann commentando le decisioni assunte dalla Bce, che ha confermato l’apertura all’acquisto di titoli di Stato. «La Bundesbank si trova in una posizione molto difficile in quanto banca centrale», ha affermato Weidmann, sottolineando che «i trattati europei escludono una mutualizzazione dei rischi» e che nell’Eurozona «non sono applicabili le stesse formule che sono state adottate in Giappone e altrove», riferendosi alla possibilità di un programma di «quantitative easing».

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