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PREVIDENZA 5 Dicembre Dic 2014 1047 05 dicembre 2014

Inps, il 40% dei pensionati non arriva a 1.000 euro

Assegni sempre più piccoli. Ma la spesa dell'Istituto aumenta dello 0,7%.

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Pensionati in attesa in un ufficio dell'Inps.

Oltre il 41% dei pensionati ha un reddito da pensione inferiore a mille euro al mese.
Il dato è contenuto nel rapporto Istat sui trattamenti pensionistici 2013, nel quale è precisato come la percentuale salga al 50,5% tra le donne. La spesa complessiva è aumentata dello 0,7% rispetto al 2012, arrivando a 272,7 miliardi di euro e portando la percentuale sul Pil al 16,85%.
PENSIONI AL RIBASSO: EFFETTO FORNERO. I numeri dell'Istat hanno evidenziato anche una rapida tendenza al ribasso delle pensioni, dovuta ai primi effetti della riforma Fornero. I nuovi pensionati, cioè coloro che hanno iniziato a percepire l'assegno nel 2012, sono 559.634 e in media hanno un reddito di 13.152 euro, inferiore ai nuovi pensionati 2012 di circa 900 euro. Il 2013 è stato infatti il primo anno di entrata in vigore reale della legge Fornero, visto che nel 2012 sono usciti ancora coloro che beneficiavano delle vecchie regole e della finestra mobile, e sono diminuite in modo consistente le pensioni di vecchiaia, passate da 316 mila a 245 mila. Poichè queste ultime sono le pensioni con gli importi più consistenti, la media degli importi annui percepiti dai neo pensionati si è abbassata notevolmente.
I PENSIONATI SI CONCENTRANO AL NORD. L'Istat ha segnalato anche che il 47,8% delle pensioni è erogato al Nord (per il 50,6% della spesa), il 20,5% al Centro (per il 21,4% della spesa) e il 31,8% nel Mezzogiorno (per il 28% della spesa). Circa un quarto dei pensionati ha meno di 65 anni, mentre il 51% ha tra i 65 e i 79 anni. I pensionati nel complesso sono 16,4 milioni, circa 200 mila meno del 2012, e prendono in media 16.638 euro all'anno, tenuto conto del fatto che in circa un terzo dei casi prendono più di un assegno.
«POVERI E TASSATI». «La stragrande maggioranza dei pensionati italiani», ha sottolineato il Codacons, «non riesce a condurre una vita dignitosa e può considerarsi a tutti gli effetti povera. Le pensioni italiane 'da fame' non solo sono le più basse d'Europa, ma anche le più tassate».

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