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ECONOMIA 6 Dicembre Dic 2014 1100 06 dicembre 2014

Tasi, conto più salato dell'Imu per un italiano su due

Il costo medio è 156 euro. Torino è la città più cara: 403. Seguono Roma (391), Siena (356) e Firenze (346).

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La Tasi è la Tassa sui servizi indivisibili.

Tasi e Imu bussano insieme alla porta degli italiani.
Il conto alla rovescia è iniziato: il pagamento del saldo delle due imposte deve essere fatto entro il 16 di dicembre.
Gli italiani, dopo i primi assaggi d'inizio e metà anno, devono fare il conto finale con la nuova imposta e la sorpresa, per molti, potrebbe non essere positiva. Come sempre accade con una imposta 'municipale' l'impatto è differenziato da zona a zona ma (secondo la Uil) una famiglia su due (53,5%) pagherà per la Tasi un conto più salato della vecchia Imu.
TORINO CARISSIMA: 403 EURO. Il costo medio sarebbe di 156 euro che sale e 197 euro per i capoluoghi. La città più cara è Torino dove si paga 403 euro seguita da Roma (391), Siena (356) e Firenze (346).
Olbia e Ragusa sono i ''paradisi fiscali'' nel mondo Tasi con un'aliquota zero. Qui non paga nessuno proprietario di prima casa.
A OLBIA E RAGUSA ALIQUOTA ZERO. A determinare le maggiori sperequazioni sono le molteplici variabili che incidono sul calcolo della cifra da pagare a cominciare dalle aliquote (si varia dall' aliquota zero di Olbia e Ragusa ai 3,3 per mille di città come Torino, Bari, Catania o Como), su queste intervengono poi le almeno 100 mila combinazioni di detrazioni nelle quali la fantasia dei Comuni si è sbizzarrita.
Alla fine, a Bari (con aliquota al 3,3%) una prima casa con rendita catastale di 450 euro ma di proprietà di una famiglia con reddito dichiarato Isee di 10 mila euro, non paga la Tasi mentre una famiglia con lo stesso tipo di casa e di reddito Isee a Belluno, dove l'aliquota è del 2,5 per mille, pagherà 189 euro. Alcuni Comuni, come Belluno, hanno preferito nel decidere le detrazioni a non affidarsi all'Isee, strumento molto criticato per la facilità con cui può essere usato impunemente dagli evasori.
Se davvero si può dire 'Comune che vai aliquota e detrazione che trovi', ci sono dei capoluoghi (pochi) che brillano per semplicità avendo deciso solo l'aliquota ed escludendo ogni forma di detrazione fra questi Brindisi (l'1,5 per mille) Aosta (1 per mille), Catanzaro (1,2 per mille), Forlì, Frosinone, Grosseto, Livorno, Rieti, Rovigo, Vibo Valentia (2,5 per mille). Oppure come Treviso o Trento che hanno optato per una detrazione fissa per tutti, rispettivamente 50 e 200 euro.

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