Economia 6 Dicembre Dic 2014 1000 06 dicembre 2014

Vuoi fare carriera? Sette cose da non fare

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Come non rovinarsi la carriera in sette mosse. Lavorare sodo, spesso, può non bastare. Perché se è difficile entrare nel mondo del lavoro e costruirsi una carriera, è altrettanto facile rovinarsela. Basta incappare in un passo falso per mettersi in cattiva luce con i datori di lavoro e giocarsi la reputazione. Ecco quali sono gli errori da non commettere assolutamente. 1. TIRARSI INDIETRO DAVANTI A UN NUOVO INCARICO Una volta che si accetta un nuovo incarico, bisogna tener fede alla parola data. Salvo casi eccezionali in cui è lecito fuggire ancora prima di iniziare, basta colloqui e invio di cv. Il datore di lavoro abbandonato sicuramente inizierebbe a parlare di voi, e le voci ci mettono poco a diffondersi: in breve tempo, sarete bollati come opportunisti e irresponsabili. 2. OSTACOLARE IL CAMBIAMENTO Non esiste la parola mai. Opporsi a cambiamenti, nuove idee, non farà altro che incrementare le possibilità di essere lasciato indietro e  non considerato per nuove sfide e progetti. 3. PROMETTERE TROPPO, CONCLUDERE POCO Sovrastimare le proprie possibilità è un errore che danneggia chi lo commette e fa perdere tempo agli altri, finendo col deludere non solo se stessi ma anche colleghi e clienti. Non fate promesse che non potete mantenere, tenete sempre a mente i vostri impegni e se per caso a un certo punto - capita a tutti - avvertite di avere troppe cose da fare in poco tempo, col rischio di non rispettare una scadenza, parlatene a colleghi e  superiori e provate a delegare, se possibile. 4. INVENTARE SCUSE Fare la vittima non paga e stufa presto. Se avete mancato un obiettivo non dovrebbe essere colpa di nessuno. Se non riuscite a individuare la soluzione al problema, forse avete sbagliato la domanda. Sul lavoro è più utile risolvere i problemi, che identificarli. Fare la vittima non sarà mai utile quanto imparare dai propri errori e prendersi le proprie responsabilità. Dall’altra parte, è importante prendersi anche la responsabilità dei propri successi. Minimizzare non segno di umiltà: piuttosto rischia di alterare negativamente la concezione che gli altri hanno di voi. Quindi, non attribuite i vostri successi alla fortuna. 5. MANDARE EMAIL CATTIVE Può succedere. Magari il collega si è comportato malissimo, oppure è arrivata una lavata di capo non meritata, o ancora vi hanno rimosso da un progetto senza motivo. Ma «scrivergliene quattro» via email è immaturo e impulsivo. E nessuno vuole lavorare con persone simili. Provate a calmarvi prima di premere invio. Se pensate che il vostro sfogo sia giustificato anche quando avete riacquistato la lucidità, immaginate gli step successivi. Cosa succederà una volta che la vostra missiva sarà letta dal destinatario? Probabilmente sarebbe meglio parlarne di persona: meglio non lasciare che una vostra mail odiosa possa circolare. Difendetevi, ma con strategia. 6. MENTIRE Meritare la fiducia degli altri, essere onesti sono caratteristiche che vengono sempre valutate positivamente. Al contrario, essere sorpresi a mentire è un colpo molto più duro per la vostra reputazione che ammettere di aver sbagliato. Il vostro capo preferirà senza dubbio che gli confidiate un errore, piuttosto che cerchiate di coprirlo. Nel secondo caso, infatti, dubiterebbe di voi e delle vostre capacità ancora di più. 7. ANDARSENE SENZA PREAVVISO Lasciare un posto di lavoro all’improvviso, creando difficoltà a capi, colleghi e azienda, è l’equivalente di bruciare i ponti. Può sembrare superfluo, ma è sempre meglio avvisare almeno due settimane prima, così da dare agli altri il tempo di organizzarsi. E di conservare di voi un buon ricordo, che non può fare altro che contribuire a mantenere buoni rapporti e ottenere referenze positive.

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