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POLITICA ESTERA 8 Dicembre Dic 2014 0100 08 dicembre 2014

Angela Merkel: «Riforme insufficienti in Italia e Francia»

La cancelliera: «Quanto presentato non basta». Gozi: «Stop con le pagelle». Salvini: «Ha ragione».

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Matteo Renzi e Angela Merkel.

C'è stato un tempo in cui la cancelliera tedesca Angela Merkel si diceva «impressionata» dalle misure messe in atto dall'Italia sul fronte delle riforme strutturali. È accaduto nel 2011, con Mario Monti al governo, e poi ancora nel marzo 2014, in occasione della visita a Berlino del premier Matteo Renzi.
Tempi lontani, a quanto pare. La cancelliera infatti non ha esitato, domenica 7 dicembre, a definire «insufficienti» le riforme di Roma e Parigi, intervistata da Die Welt. Suscitando un coro di reazioni e controreazioni alle sue 'sculacciate', e il plauso di Matteo Salvini: «Ha ragione quando dice che il governo Renzi non ha fatto un accidenti. Che poi sia la Merkel a dovercelo dire mi dà fastidio, perché non abbiamo bisogno che ce lo dica lei».
MA I TEDESCHI CORREGGONO IL TIRO. Il governo tedesco, lunedì 8 dicembre, dopo le rimostranze italiane e francesi ha corretto il tiro. L'esecutivo di Berlino, attraverso il portavoce Steffen Seibert, ha detto di avere «rispetto» per le riforme portate avanti in Italia, per le quali occorre «coraggio» e rispetto alle quali sono grandi le «difficoltà interne». Inoltre, ha definito il Jobs act «un primo passo importante» per il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro. «Non tocca al governo tedesco dare consigli ai vicini o ai partner su come rispettare ciò che è stato stabilito a livello europeo. Non manca il nostro riconoscimento» alle riforme di Italia e Francia, «ma non si deve convincere noi, si deve convincere la Commissione europea», ha concluso Seibert, facendo riferimento all'importanza dei decreti legislativi, destinati a essere varati dal governo Renzi, per mettere in atto la riforma del lavoro.
DAMIANO: «VOGLIONO PIEGARCI AI LORO INTERESSI». Molta dura la reazione alle parole di Angela Merkel di Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera: «Mentre in Italia Renzi pensa al partito della Nazione, in Germania la Merkel pensa a ricostruire l'impero tedesco. Dopo i guasti procurati all'Europa con la politica del rigore, la cancelliera insiste nel voler piegare agli interessi della Germania le politiche dei singoli Stati. Così non si costruisce l'Europa, la si distrugge e si dà fiato a nazionalismi e xenofobie. Dobbiamo ribellarci: il governo abbandoni la strada dell'ottimismo fuori luogo e imbocchi quella della determinazione».
SCHAEUBLE: «NOTEVOLE LA RIFORMA ITALIANA DEL LAVORO». A sorpresa è intervenuto anche il ministro dell'economia, Wolfgang Schaeuble, che prima della prevista riunione dell'eurogruppo ha dichiarato: «L'Italia ha approvato una riforma notevole del mercato del lavoro». Aggiungendo poi che «la Commissione ha proposto di dare più tempo (per gli aggiustamenti di bilancio, ndr) ad alcuni, e il tempo deve essere usato».
DIJSSELBLOEM: «RISPETTARE PATTO DI STABILITÀ». Il presidente dell'eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha successivamente chiarito che «il messaggio per tutti è rispettare il Patto di stabilità». Francia, Italia e Belgio, «su cui ci sono più preoccupazioni, devono ascoltare bene quello che la Commissione dice, cioè prendere misure per colmare il gap tra il bilancio attuale e quello che dovrebbero avere nel 2015».
MOSCOVICI: «PROSEGUIRE IL DIALOGO FINO A MARZO». Con Francia, Italia e Belgio «vogliamo proseguire il dialogo, non abbiamo voluto prendere una posizione precipitosa, agiremo a marzo, teniamo tutte le opzioni aperte tenendo conto della situazione macroeconomica e degli sforzi fatti da questi Stati per ridurre il deficit strutturale e sulle riforme», ha infine annuunciato il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Pierre Moscovici.
I GIUDIZI DI ANGELA. Merkel, nella sua intervista, aveva ricordato come «la Commissione europea ha ribadito che quanto presentato non è sufficiente. Cosa che condivido. E ha stabilito un calendario secondo il quale Francia e Italia dovranno presentare ulteriori misure». I margini di flessibilità concessi sono giustificati «perché i due Paesi stanno attraversando effettivamente un processo di riforme», aveva poi precisato la cancelliera.
GOZI: BASTA PAGELLE. Dopo le parole della cancelliera è arrivata la replica del governo, attraverso le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Sandro Gozi: «Dispiace molto che le riforme avviate da Renzi, che hanno avuto coro internazionale di apprezzamenti siano insufficienti per Merkel, ma la logica dei compiti a casa è finita: le pagelle devono lasciare posto alla politica».
DELRIO: OGNUNO GUARDI IN CASA SUA. La posizione del governo è stata ribadita dal sottosegretario alla presidenza, Graziano Delrio, al Tg1: «Ciascuno metta ordine in casa propria prima di guardare nella casa degli altri». Il debito italiano «è sostenibile», mentre «l'eccesso di surplus tedesco crea problemi agli altri». Il botta e risposta arriva per l'Italia dopo il declassamento da parte di Standard and Poor's ma soprattutto alla vigila di un'importante riunione dell'Eurogruppo. L'ultima riunione dei ministri dell'Economia del semestre italiano dovrà dare il via libera 'politico', dopo l'ok della commissione Ue, alle manovre dei Paesi alle prese con la crisi.
MERKEL: MOSCA CREA DIFFICOLTÀ. Merkel ha poi parlato della politica di Mosca, che a suo parere mette in difficoltà molti Paesi vicini dell'Unione europea.
«Moldavia, Georgia e Ucraina sono tre Paesi nostri vicini che hanno firmato in modo sovrano un accordo con l'Ue. La Russia crea difficoltà a questi tre Paesi. Vediamo inoltre che Mosca cerca di mantenere sotto la sua dipendenza economica e politica alcuni Paesi a Ovest dei Balcani».

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