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BRUXELLES 8 Dicembre Dic 2014 1602 08 dicembre 2014

Eurogruppo, Dijsselbloem: «Per l'Italia misure aggiuntive a marzo»

Il presidente: «È una questione di credibilità. Rispettate il Patto». Sulla stessa linea anche il commissario Moscovici.

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Il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

Il presidente dell'eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, lo ha detto chiaramente: l'Italia ha tempo fino a marzo 2015, non di più. Dopodiché «servono misure nuove». È questa la deadline sui conti pubblici tracciata a Bruxelles per il nostro Paese. E non è una questione di decimali, ma una «questione di credibilità: abbiamo detto che a marzo servono misure nuove, speriamo che le discussioni siano costruttive, che le misure siano prese e le regole rispettate. La Commissione farà di tutto per rispettare il Patto di Stabilità», ha precisato Dijsselbloem, dopo che la cancelliera tedesca Angela Merkel ha giudicato «insufficienti» le riforme di Roma e Parigi.
«RICHIESTO LO 0,5%, VOI FATE LO 0,1%». «Prendiamo atto che in base alle ultime valutazioni della Commissione lo sforzo strutturale italiano nel 2015 sarà dello 0,1%, mentre il Patto richiede lo 0,5%», è scritto nel documento prodotto dall'Eurogruppo sull'Italia. «Su questa base servono misure efficaci per migliorare lo sforzo» di correzione del bilancio pubblico.
PROSSIMA RIUNIONE DOPO L'ESAME DELLA COMMISSIONE. L'Eurogruppo è destinato a riunirsi di nuovo per valutare i provvedimenti aggiuntivi che Italia, Francia e Belgio, i tre 'rimandati' a marzo dalla Commissione, sono chiamati a mettere in campo. L'organismo ha comunque accolto «con favore l'impegno italiano ad attuare le misure necessarie perché il bilancio 2015 rispetti le regole». Così come ha giudicato positivo «l'impegno a utilizzare introiti extra o risparmi inattesi nel 2015» e quello di «aumentare gli sforzi di privatizzazione, per mettere il debito su un percorso in discesa».
ALTO DEBITO MOTIVO DI PREOCCUPAZIONE. «Mentre riconosciamo che circostanze economiche eccezionali e inflazione molto bassa hanno complicato il target di riduzione del debito e il rispetto della regola, l'alto debito resta motivo di preoccupazione», ha specificato ancora l'Eurogruppo. Auspicando «misure efficaci per migliorare lo sforzo strutturale».
MOSCOVICI: «SCOSTAMENTI DA RIDURRE». Sulla stessa linea si è collocato il commissario agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici: «Ci auguriamo che le misure siano prese, abbiamo mostrato gli scostamenti (tra quanto fatto e gli obiettivi, ndr), sottolineato che vanno ridotti e fissato un calendario. Sappiamo tutti cosa succederebbe se le regole non venissero rispettate, vogliamo tutti che siano rispettate».
PER LA FRANCIA «SERVE LO 0,8%». Rilievi analoghi sono stati mossi dall'Eurogruppo al governo di Parigi: «Lo sforzo strutturale della Francia nel 2015 sarà di 0,3%, mentre serve lo 0,8%» per la correzione rischiesta dal patto di Stabilità. «Su questa base», è scritto nel documento, «servono misure aggiuntive per migliorare lo sforzo e rispettare il Patto».

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