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STIME 8 Dicembre Dic 2014 1835 08 dicembre 2014

Ocse: in Italia spesa pensionistica in ascesa

Dato al 14,9% nel 2015 e al 15,7 nel 2050. Comunque meglio di Lussemburgo Belgio e Spagna.

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La sede dell'Ocse a Parigi.

Nonostante le riforme a impatto «importante» e ad ampio spettro» operate tra il 2012 e il 2014, la spesa pensionistica italiana è destinata ad aumentare in rapporto al Pil, sia a breve sia a lungo termine.
Lo ha calcolato l'Ocse nel suo Outlook sui sistemi previdenziali, stimando che nel nostro Paese le risorse impegnate per le pensioni dovrebbero arrivare al 14,9% del Pil nel 2015 e salire fino al 15,7% all'orizzonte 2050.
AUMENTO CONTENUTO. L'aumento nei prossimi decenni è però contenuto rispetto a quello registrato in altri Paesi europei, come il Lussemburgo, destinato a sforare quota 18% del Pil, il Belgio, dall'11,9% al 16,7%, e la Spagna, in cui la quota aumenterebbe di 4 punti percentuali, dal 10% al 14%.
Nel 2011, ultimo anno per cui l'organizzazione parigina ha dati completi, l'Italia era prima tra i Paesi Ocse per il peso della spesa per le pensioni sull'insieme della spesa pubblica: 31,9%, quasi il doppio della media (17,2%) e ben al di sopra di Francia (24,6%) e Germania (23,4%).
UNA SPESA RIDOTTA NEGLI ULTIMI ANNI. Negli anni successivi, ha ricordato ancora l'outlook Ocse, i governi italiani sono intervenuti sul settore, in particolare aumentando l'età pensionabile, sia nel settore privato sia in quello pubblico, e avvicinando quella delle donne a quella degli uomini.
Parallelamente, la diffusione delle pensioni integrative private è aumentata, grazie al sistema di adesione automatica per i lavoratori dipendenti introdotta nel 2007, che ha coinvolto «circa 12,2 milioni di persone e diverse centinaia di migliaia di persone».

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