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FINANZA 9 Dicembre Dic 2014 1759 09 dicembre 2014

Borsa, Grecia a rischio elezioni: crollano i mercati

Atene perde il 12,78%, mai così male da 27 anni. Soffre tutt'Europa, Milano a -2,81%.

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Un trader in Piazza Affari a Milano.

Il rischio di elezioni anticipate in Grecia ha contribuito ad affossare pesantemente le Borse europee nella giornata del 9 dicembre. Sui listini ha pesato poi la scelta dell'Iraq, che ha fatto seguito a quella dell'Arabia Saudita, di tagliare il prezzo del petrolio per difendere la propria quota di mercato: una mossa che da una parte è destinata a sostenere la domanda, ma dall'altro condiziona le società energetiche, costrette a rivedere i propri piani industriali. La convinzione dei Paesi produttori di petrolio, però, è che la ripresa economica sia più fragile di quanto immaginato.Uno scenario, quest'ultimo, che in mattinata ha affondato la Borsa di Shanghai, il più grande mercato azionario cinese, che ha chiuso la seduta registrando un crollo del 5,43% a 2.856,27 punti, all'indomani del record raggiunto solo 24 ore prima.
ATENE AI MINIMI DA 27 ANNI. Come accennato, la scelta del premier greco Antonis Samaras di anticipare a dicembre l'elezione del presidente della Repubblica, ha scosso non poco i mercati: se nelle tre votazioni previste non arrivasse una maggioranza sufficiente, il parlamento andrebbe sciolto. Ipotesi che ha rafforzato la sinistra radicale di Alexis Tsipras, Syriza, ma ha preoccupato non poco gli investitori: la Borsa di Atene ha chiuso con un crollo del 12,78%, la peggior seduta da oltre 27 anni.
PIAZZA AFFARI CROLLA, -2,81%. In questo contesto sono andati peggiornado anche i listini europei: a Milano Piazza Affari è crollata e ha chiuso in rosso del 2,81%, Francoforte ha toccato il 2% come Londra, mentre Parigi ha perso il 2,5%. Lo spread si è allargato in area 130 punti base, con il rendimento dei Btp decennali che ha superato il 2%, mostrando qualche cedimento dopo la tenuta a seguito del taglio del rating deciso da S&P.
DEBOLE ANCHE WALL STREET. Debole anche Wall Street: il Dow Jones ha ceduto l'1% come il 'S&P 500, mentre il Nasdaq ha arretrato dello 0,7%. Sul listino milanese sotto pressione i titoli energetici, da Eni a Tenaris fino a Prysmian. Ha girato in rosso anche Mps, che era rimasto l'unico titolo del Ftse Mib sopra la parità, si è salvata Mediaset dopo l'annuncio che la raccolta pubblicitaria a novembre è cresciuta del 7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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