Economia 10 Dicembre Dic 2014 1027 10 dicembre 2014

Borse, la Grecia torna a far paura

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La bandiera dell'Europa, a fianco quella della Grecia La Grecia torna a far paura. E a fare le spese del ritorno dell'incertezza politica nel Paese, oltre alla borsa di Atene, scesa in picchiata, sono gli anelli deboli dell'area euro, Spagna e Italia. Il bilancio a fine giornata sui listini del Vecchio Continente è di quasi 220 miliardi di euro bruciati. La seduta parte male per i timori sulla crescita dell'economia della Cina, legati alla stretta sui bond accettati in garanzia dalla Banca centrale cinese nelle operazioni di finanziamento: l'idea di una politica monetaria meno espansiva fa perdere a Shangai il 5,43%. Ma il clima sui mercati peggiora quando a sorpresa il premier ellenico, Antonis Saramas, avvia la procedura per eleggere il nuovo presidente della Repubblica, dove servono quorum che l'attuale governo di coalizione non ha. La decisione apre in prospettiva le porte ad elezioni politiche anticipate con la prospettiva concreta di un' avanzata dei partiti (Syriza in testa) contrari all'austerità imposta dall'Europa. E questo proprio all'indomani del sì dell'Eurogruppo al prolungamento tecnico del programma di risanamento per superare lo stallo nelle trattative tra governo e troika (Fmi, Ue e Bce). LE INCERTEZZE POLITICHE PESANO. Le incertezze politiche fanno da detonatore alle vendite: il listino di Atene crolla del 12,78%, peggior calo degli ultimi 27 anni, con le banche in caduta libera mentre il rendimento dei titoli di stato triennali supera i decennali: segno che gli investitori vedono il rischio di non venir rimborsati sulle scadenza più brevi rispetto a quelle lunghe. Il contagio si estende agli 'osservati speciali' dell'eurozona, Madrid (-3,18%) e Milano (-2,81%). Qui gli indici azionari scivolano di pari passo con l'allargamento degli spread rispetto al Bund tedesco: il differenziale del Btp in particolare torna sopra soglia 130 punti base e chiude a 134,6 punti base. Perdite superiori al 2% anche a Parigi (-2,55%), Francoforte (-2,21%) e Londra (-2,14%), complice l'andamento negativo di Wall Street. Non rassicurano le parole del commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici secondo cui "Samaras sa dove sta andando, credo che i mercati dovrebbero sentirsi più sicuri di quello che si sono sentiti stamattina". In tutta Europa soffrono soprattutto le banche (indice Dj stocks -3%) ma le rinnovate tensioni offrono agli investitori il pretesto per alleggerirsi anche in altri settori. A Milano l'intero listino chiude in rosso, salvo Mediaset (+2,81%) spinta dalla raccolta pubblicitaria a novembre, vista come un segnale (almeno uno) di ripresa.

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