Economia 12 Dicembre Dic 2014 1225 12 dicembre 2014

Editoria, contributi indiretti ai giornali

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giornali Se il governo dovesse decidere per il taglio retroattivo dei contributi diretti all'editoria, decine di testate giornalistiche sarebbero a rischio chiusura. La denuncia è arrivata il 9 dicembre da Norma Rangeri, direttrice de il manifesto, uno dei quotidiani, ha spiegato la giornalista, che sarebbero maggiormente penalizzati da una eventuale revisione dei finanziamenti che molte società editoriali hanno già messo a bilancio. GOVERNO, E I SOLDI PROMESSI? Dal dipartimento dell'Editoria di Palazzo Chigi finora non sono arrivate conferme sulle reali intenzioni dell'esecutivo e sull'entità delle somme a disposizione per il 2013, ma sindacati di categoria e associazioni di settore, in una conferenza stampa al Senato il 9 dicembre, hanno denunciato che il governo al momento ha messo a disposizione meno della metà degli oltre 50 milioni promessi. DA 150 A 50 MILIONI IN TRE ANNI. I contributi diretti all'editoria, che per anni hanno mantenuto in vita numerose pubblicazioni con meccanismi di elargizione non sempre virtuosi, sono stati considerevolmente ridotti negli ultimi anni, passando dai 150 milioni del 2010 ai circa 50 del 2013. NEL 2013 FONDO STRAORDINARIO. A dicembre del 2013, per far fronte alla crisi che ha investito tutto il settore, l'allora sottosegretario all'editoria del governo Letta, Giovanni Legnini, introdusse con la legge di Stabilità un nuovo fondo straordinario di sostegno all'editoria, dotandolo di 55 milioni per il 2014, 40 per il 2015 e 30 per il 2016. LUCA LOTTI RIVEDE LE MODALITÀ. Il nuovo responsabile del Dipartimento, il sottosegretario Luca Lotti, ha disciplinato con un decreto le modalità di accesso a questi finanziamenti, annunciando per il 2015 anche una revisione dei criteri con cui vengono stipulati i contratti per la fornitura di servizi giornalistici tra la presidenza del consiglio e le agenzie di stampa. Un giro di affari di olre 50 milioni di euro all'anno, come ha raccontato Lettera43.it. (LEGGI L'APPROFONDIMENTO SU LETTERA43.IT)

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