Economia 12 Dicembre Dic 2014 1837 12 dicembre 2014

Lavazza si vuole espandere in India

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Un negozio Lavazza Lavazza fa rotta sull'India concentrandosi in particolare sul settore aziendale e alberghiero. Secondo Business Line, il quotidiano economico di The Hindu, lo scorso agosto l'azienda italiana ha ceduto la catena di caffetterie Barista all'indiana Carnation Hospitality, una società di packaging che appartiene a un gruppo della ristorazione. Il valore della cessione è stato di circa 16 milioni di dollari, secondo una fonte di stampa indiana. Cifra che però non è stata confermata dall'azienda italiana. I coffee shop Barista, i pionieri delle caffetterie indiane, erano stati acquisiti nel 2007 ma non sono mai riusciti a decollare a causa della forte concorrenza di catene locali come Coffee Day e di recente anche internazionali come l'americana Starbucks. CRESCE IL SETTORE DELLE MACCHINE DA CAFFE'. Lavazza continua però a possedere Fresh and Honest, società che opera nella fornitura di macchine da caffè a grandi alberghi e imprese. «In questo settore», ha detto Silvio Zaccareo, direttore della filiale indiana - siamo uno dei maggiori players essendo presenti in quasi tutti gli hotel a cinque stelle e nelle sedi delle principali multinazionali». Ma secondo il manager, la società torinese «non è ancora in utile in India» e per questo "i nostri obiettivi sono di lungo periodo». INDIA E BRASILE STRATEGICHE PER MATERIE PRIME. Oltre a potenziare il settore delle macchine da caffè e delle cialde, Lavazza intende anche investire nuovi capitali nel nuovo stabilimento situato nel parco industriale di Sri City (Andhra Pradesh), il secondo all'estero considerando anche quello in Brasile. L'India rappresenta inoltre anche un importante mercato di approvvigionamento per le miscele. Attualmente l'azienda si rifornisce di caffè Arabica e Robusta per la produzione globale. ACCORDO SUL CONTRATTO INTEGRATIVO. Intanto l'assemblea dei lavoratori Lavazza di Settimo Torinese ha ratificato l'accordo per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Lo rende noto l'azienda, esprimendo soddisfazione per una intesa che «aumenta la competitività del sito e migliora l'efficienza complessiva dell'azienda. L'accordo segue quello dei dipendenti del centro direzione e prevede, tra l'altro, un premio legato ai risultati maggiore del passato e una riorganizzazione basata su professionalità e flessibilità. «Soddisfazione per il risultato raggiunto e per il senso di responsabilità manifestato dai lavoratori, dalle organizzazioni sindacali e dall'azienda. Spero che al più presto possano essere definiti i passi successivi per garantire la competitività del sito», ha commentato il sindaco di Torino, Piero Fassino. I SINDACATI: L'AZIENDA NON HA PIU' ALIBI PER RINVIARE INVESTIMENTI. "Abbiamo responsabilmente raggiunto un accordo, votato dalla maggioranza dei lavoratori della Lavazza. Ora l'azienda non ha più alibi. Aspettiamo investimenti per lo stabilimento di Settimo, lavoro e occupazione". Lo dichiara Denis Vayr, segretario regionali della Flai-Cgil. «La Lavazza», ha detto Vayr, «ha aperto la procedura di cassa integrazione ordinaria per tutti i 250 dipendenti dello stabilimento di Settimo a partire dal 5 gennaio. Ci aspettiamo che la cassa serva a riammodernare gli impianti, a portare nuovo lavoro e a rendere questo stabilimento un polo produttivo del gruppo come previsto nell'accordo firmato con l'azienda".

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