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CONSUMI 13 Dicembre Dic 2014 1100 13 dicembre 2014

Alimenti e bevande, etichettatura: via alla rivoluzione Ue

Sulle confezioni devono essere chiare calorie, allergeni e anche la provenienza.

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Da sabato 13 dicembre le etichette per alimenti e bevande devono essere più trasparenti.

Mini rivoluzione nel carrello della spesa. Sabato 13 dicembre scattano anche in Italia le nuove etichette per alimenti e bevande come imposto dal regolamento comunitario 1169/2011, che uniforma in tutti i Paesi dell'Unione europea le informazioni chiave sulla composizione del prodotto acquistato, rendendole più leggibili e trasparenti e aumentando la tutela contro le contraffazioni.
MAGGIORE CHIAREZZA. Oltre all'obbligo di caratteri 'ben visibili', con grandezza definita in base alle dimensioni della confezione, tra le novità delle nuove etichette c'è una maggiore evidenza sulla presenza di sostanze allergizzanti o che procurano intolleranze, l'indicazione del tipo di oli e grassi utilizzati, la data di congelamento e le informazioni sullo stato fisico degli ingredienti utilizzati: non è per esempio più possibile utilizzare il termine 'latte' se si usa latte in polvere o proteine del latte.
AIUTO AL CONSUMATORE. A partire da sabato 13 dicembre «i cittadini europei vedranno i risultati di anni di lavoro per migliorare le regole di etichettatura delle derrate alimentari», ha affermato il commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis che ha rilevato come «le nuove regole pongono il consumatore in primo piano e forniscono informazioni più chiare ai cittadini in una maniera che è gestibile per le imprese».
NUOVA TRASPARENZA. Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ha parlato invece di «un primo passo importante per portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza, arma importante per combattere la concorrenza sleale a danno delle nostre imprese e per garantire la possibilità di fare scelte consapevoli al consumatore".
Soddisfatto dell'entrata in vigore della nuova etichetta anche il Beuc, l'Ufficio europeo dei consumatori.
CRITICHE DAL CODACONS. Il Codacons, pur sottolineando i vantaggi per i consumatori, ha puntato il dito su «insidie e criticità» della nuova etichetta, «tali da rendere inapplicabili alcune misure della nuova normativa».
Il riferimento è all'obbligo di inserire in etichetta eventuali ingredienti che potrebbero comportare un rischio allergenico. Va cioè messa in chiaro, e con caratteri in grassetto e colore diverso, la presenza di ingredienti come il glutine, a tutela dei celiaci, e di allergeni comuni come la frutta in guscio, i molluschi, le arachidi, la soia o il sedano.
REGOLE PER I RISTORANTI. Il fatto è che tali disposizioni riguardano sia gli alimenti pre-imballati che quelli sfusi, imponendo quindi anche a ristoranti e attività di somministrazione di alimenti e bevande (mense, bar, ecc.) la comunicazione di allergeni tramite adeguati supporti ben visibili (menù cartello, lavagna o registro).
«È materialmente impossibile evitare possibili contaminazioni all'interno delle cucine dove vengono preparate le pietanze, attraverso cibi che entrano in contatto tra loro», ha detto il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Che per questo ha ipotizzato che «il regolamento comunitario, per la ristorazione, rischia di tradursi in una misura abnorme, costosa e inapplicabile».
METODI DI LAVORAZIONE. Altre importanti novità in etichetta sono l'inserimento dei metodi di lavorazione utilizzati per alcuni prodotti, come quelli decongelati, caratteristica che ora deve essere indicata in etichetta, e l'obbligo di specificare il tipo di oli e grassi vegetali contenuti.
Obbligatoria, ma solo dal 13 dicembre 2016, la dichiarazione nutrizionale, mentre da aprile 2015 anche per le carni suine, ovine, caprine ed il pollame dovrà figurare sulla confezione il luogo di allevamento e macellazione. Obbligo al momento in vigore solo per la carne bovina.

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