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MUM AT WORK 13 Dicembre Dic 2014 1400 13 dicembre 2014

Carriera oppure figli? Mamme, c'è il Piano C

Pannolini a noleggio, spazi bebè, corsi: nascono progetti che uniscono uffici e asili.

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Uno spazio bebè dove genitori possono lavorare con accanto i figli.

Se il piano A è dedicare la vita alla carriera, il piano B solo ai figli... allora serve un 'Piano C'.
La terza via sta nel riuscire a tenerli insieme. Senza impazzire.
Questa è stata l’idea di Riccarda Zezza, mamma in carriera di due figli, che nel 2012 ha deciso di lasciare il posto fisso e aprire a Milano un coworking con uno spazio per i bambini.
Qui le mamme lavorano in spazi condivisi e nella stanza affianco un’educatrice si occupa dei loro figli.
«LE DONNE NON PARTECIPANO». «Piano C riempie un vuoto pubblico», spiega Zezza. «I nostri spazi di coworking hanno anche servizi per le famiglie, che dovrebbero essere sostenuti dalle istituzioni, visto che queste donne risolvono un problema occupazionale. Il nostro Paese ha preso una tendenza brutta: nel rapporto sulla parità di genere del World Economic Forum 2014, l’Italia è 114esima su 142 Paesi per la partecipazione socio-economica delle donne».
Un problema, anche perché «le donne non siedono nei posti dove si decide e quindi di conseguenza non siamo nell’agenda dei problemi principali».
NEL PROGETTO 50 LAVORATRICI. In Piano C oggi lavorano circa 50 donne tra libere professioniste e imprenditrici dai 30 ai 50 anni. Tante avevano perso il lavoro dopo aver avuto un bambino. E c’è anche qualche papà.
In questo progetto succede anche che le idee diventino imprese. Come è successo a Martina Zampieri e Veronica Di Carlo, che da Piano C hanno lanciato la loro start up, Piccole Sorprese.
Martina è una di quelle che, pressata dai troppi impegni lavorativi, ha deciso di lasciare un contratto sicuro per aprire una propria attività e realizzare la tanto agognata flessibilità.
REALIZZARE COFANETTI REGALO. Così con la sua amica e vicina di casa ha voluto realizzare dei cofanetti regalo con esperienze che i bimbi possono fare con i genitori.
Martina ha così trovato un ufficio e un nido che ha lo stesso orario del coworking: «Di solito finisco alle 16, ma se ho una riunione o se fuori piove finisco quando voglio e poi recupero il piccolo».

A Matera condividono le mamme e noleggiano pannolini

Mamme con i figli nei nuovi spazi di coworking a Milano.

Se ogni coworking è legato al suo territorio, aprire uno spazio per il lavoro condiviso a Matera per Mariella Stella, 37 anni, dipendente pubblico, ha significato «aiutare le donne a reinserirsi nel mercato del lavoro».
Già perché in Basilicata, nella Capitale della Cultura del 2015, Mariella si è resa conto che i primi ostacoli che incontrano le mamme che vogliono aprire una propria attività sono la famiglia di origine e i mariti «che ripetono alle proprie mogli: “Ma che ci vai a fare? Stattene a casa”».
STARE COI FIGLI DELLE ALTRE. In CasaNatural non c’è il cobaby, ma il mumsharing: «Una mamma al giorno si offre di stare con i figli della altre».
Del resto Mariella è consapevole che «a Matera il coworking va declinato diversamente: qui ci sono pochi liberi professionisti e poche mamme lavorano, ci sono tante disoccupate e tanti dipendenti pubblici».
La partita si gioca sulla voglia di ripartire e rimettersi in gioco.
È per questo che hanno aperto «l’incubatore di sogni» professionale, non di impresa.
APERTA UNA PANNOLINOTECA. Aiutano le mamme a realizzare un sogno lavorativo e inizialmente prestano la forma giuridica dell’associazione alle nuove attività.
«Siamo partiti a settembre, ma abbiamo già realizzato l’obiettivo di due mamme che hanno aperto la prima pannolinoteca regionale, dove si possono prendere pannolini lavabili a noleggio».

A Roma c'è L'Alveare, tra lavoro e corsi di lingue

Anche i papà presenti negli spazi di coworking di Piano C.

A Roma come a Milano continuare a lavorare vuol dire in tutti i casi trovare un equilibrio. E spesso reinventarsi.
Come è successo a Francesca Rossetti, 34 anni e un figlio di 11 mesi.
«Prima di rimanere incinta facevo le tournèe per il teatro: mi occupavo delle scenografie. Quando non viaggiavo, avevo degli orari impossibili per le prove».
Mettersi in proprio è stata una scelta dettata dalla volontà di non mollare.
«Dopo la nascita di mio figlio ho deciso di reinventarmi illustratrice per bambini. Io sono stata una di quelle che ha aspettato che aprisse 'L’alveare' per iniziare la mia attività: chiamavo quasi tutti i giorni per avere notizie».
MANCAVA UNO SPAZIO COSÌ. A Roma fino a pochi mesi fa non c’era uno spazio che permettesse alle neo mamme di lavorare e avere affianco il bebé.
Poi nel 2012 l’associazione 'La città delle Mamme' partecipa e vince il bando Call for social ideas promosso da Italia Camp e UniCredit.
Lo spazio di Centocelle, messo a disposizione dal municipio, è stato concesso in convenzione dal Comune di Roma Capitale. Così è nato L’Alverare.
NASCONO ANCHE COLLABORAZIONI. «La favola è la situazione: qui si sviluppano collaborazioni, i progetti personali sono arricchiti dal fatto di lavorare in un coworking, spalla a spalla con altre professionalità. Questo è uno spazio per reinventarsi: ci sono mamme che non lavorano, ma che vengono per il corso di inglese per esempio. Se non ci fosse lo spazio baby, come farebbero a frequentare una lezione?».

A Bologna gruppo educativo dalla primavera del 2015

Genitori all'Officina On/Off di Parma, progetto di coworking.

I coworking con spazio baby hanno individuato un bisogno del Paese e da Nord a Sud i concept di questo tipo si stanno moltiplicando.
In Veneto il coworking si declina come progetto per famiglie e non solo per mamme.
A MESTRE SERVIZIO BABY. Al Lab Altobello di Mestre - nato dalla collaborazione di due cooperative Sumo e Formaset - «oltre 400 famiglie partecipano e usufruiscono dei nostri spazi, corsi e servizi», racconta a Lettera43.it Stefania Biasolo, che cura la comunicazione e la progettazione per Formaset.
A breve partirà il nuovo servizio baby. «Sono arrivate 10 richieste, ma ne potremo selezionare solo otto. I bambini saranno al piano di sotto, in uno spazio che piace molto ai genitori».
PARCHI GIOCHI PER BIMBI. A Bologna, dietro al parco urbano dei giardini Margherita, per la primavera del 2015 le ex serre di proprietà del Comune sono pronte a diventare uffici per genitori e spazi per giocare e imparare dedicati a bambini da 1 a 4 anni.
«Non sarà un baby parking, ma un gruppo educativo per un progetto di outdoor education con orti didattici» quello a cui sta lavorando il team del coworking Kilowatt, guidato da Stefano Follador.
A PARMA FANNO RETE. E si possono trovare anche soluzioni diverse. Come a Parma, dove l’Officina On/Off ha lanciato a fine settembre #workidea.
Come spiega a Lettera43.it Rossella Lombardozzi, «abbiamo messo in Rete delle realtà esistenti, come il coworking di Officina On/Off e un nido che dista solo 5 minuti a piedi dagli uffici».

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